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Nasce BolognaFiere Shanghai Contemporary

pubblicato il 13/09/2014 11:20:42 nella sezione "News"
BolognaFiere

"Dopo il Boom di Sana, BOLOGNAFIERE riparte alla grande anche in Cina. A SHANGHAI: inaugurato SH Contemporary, Salone dell'Arte Contemporanea,e presentato il “CLUB MADE IN ITALY” in collaborazione con FEDERLEGNO ARREDO


Dopo il boom della 26esima edizione di Sana appena conclusa, che ha lanciato BolognaFiere come responsabile della realizzazione dell’area del biologico e della biodiversità all’Esposizione Universale 2015 a Milano, dedicata al grande tema “Nutrire il Pianeta”, l’Expo bolognese riparte alla grande anche in Cina. Ieri sera il presidente Duccio Campagnoli ha inaugurato, nello storico Shanghai Exhibition Center, la nuova edizione della Fiera d’arte contemporanea che ha preso il nome di BolognaFiere Shanghai Contemporary, quasi una prima edizione cinese di Arte Fiera. All’inaugurazione hanno partecipato il Console generale d’Italia Stefano Beltrame e il direttore del Centro delle Relazioni internazionali della cultura, l’importante partner di BolognaFiere per questa nuova edizione.
“Con questo nuovo evento BolognaFiere non solo consolida la propria attività di organizzatore fieristico internazionale – ha sottolineato Campagnoli - ma vuole cominciare a costruire un ponte più diretto tra Bologna e Arte Fiera, la piattaforma di arte italiana e la Cina nella città cinese più all’avanguardia di ogni creatività. Ringraziamo molto le autorità italiane in Cina, Ambasciata e Consolato per il sostegno che ci hanno dato, considerando già da ora questo progetto importante anche per la collaborazione culturale tra Paesi. Ci auguriamo quindi che anche le gallerie italiane sappiano utilizzare assieme ad Arte Fiera questa nuova opportunità di presenza internazionale dell’arte italiana”.
Ieri, inoltre, il presidente Campagnoli ha dato il via sempre a Shanghai, assieme al presidente di Federlegno Arredo Roberto Snaidero, al primo workshop del programma di promozione in Cina del Mobile Italiano per il quale BolognaFiere è divenuto partner di FLA. E’ stata presentata alla stampa e agli operatori cinesi l’attività della joint venture costituita in Cina tra BolognaFiere e Federlegno per sviluppare questo progetto che comprende la realizzazione del Salone del Mobile a Shanghai nel 2016.
Si è aperto poi il primo workshop operativo del programma con l’incontro delle imprese già iscritte al “Club made in Italy” con i buyer cinesi.

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Pass Key Art Festival: Chianciano Terme apre le porte all'Arte Contemporanea
toscana (siena) chianciano terme

pubblicato il 12/09/2014 11:42:03 nella sezione "Fiere e mostre"
Chianciano Terme
29 settembre 2014 - 05 ottobre 2014

"All'interno del progetto Pass Key Art Festival, che coinvolge molti comuni della Valdichiana senese, Chianciano Terme apre le sue porte all'arte contemporanea, con importanti nomi del panorama artistico italiano.

di Linda Coppi

Le opere di Massimo Vinattieri, Fulvio Ticciati, Roberto Fantini, Enrico Fait, Adriano Cipolletti, Marco Lodola, Massimo Sonnini, Cinzia Verni e molti altri potranno essere ammirate nella città termale di Chianciano dal prossimo 29 settembre data di inaugurazione del festival PassKey, creato in collaborazione con la Strada del vino Nobile di Montepulciano.

Una città in fermento con importanti collaborazioni tra associazioni e galleristi del territorio, come la ''Cantina dei Pittori'' e molte altre, una città piena di iniziative dove le piazze, le vie e i palazzi storici faranno da sfondo a sculture e pitture moderne e dove si riapriranno le porte dell’ottocentesca Villa Simoneschi con la mostra “ Dalla forma all’astrazione “ : con opere di pittura e scultura, mentre le vie del Cento Storico saranno caratterizzate dall’artigianato artistico fino a raggiungere la Sala De’ Vegni che ospiterà le opere ed il work shop degli allievi dell’accademia di Ljubjana. I negozi delle zone di Piazza Italia, Mezzo miglio, la Rinascente e Sant’Elena , ospiteranno la mostra collettiva di ‘artisti in strada’ e le mostre itineranti ‘Opere in Vetrina’. Concluderanno il percorso l’installazione di Urban Knitting in Piazza Italia e la mostra ‘Bianco e dintorni’, alla galleria del'Hotel Cristallo. Il Museo della Collegiata, il Museo Civico archeologico e l’Art Museum potranno essere visitati gratuitamente oltre ad essere la suggestiva location per la serata inaugurale 'A cena con gli etruschi'. Ma il mondo dell'arte è vario e non potevano mancare gli omaggi alla danza e alla musica unite insieme nello spettacolo 'Aria', il tutto immaginato per creare una settimana dedicata all'arte in armonia con i palazzi che ne faranno da cornice. Ma la Toscana è anche luogo di tradizioni e buoni sapori, così il festival sarà accompagnato da punti di degustazione di prodotti tipici lungo il percorso.

Presentazione del PASS KEY ART FESTIVAL Lunedì 29 settembre ore 11.00, Sala Consiliare del Palazzo Comunale Piazza Grande, 1 - Montepulciano (SI)

Inaugurazione di Chianciano Terme lunedì 29 settembre ore 16:30 con il Vernissage della Mostra 'Dalla Forma all'Astrazione'' - Villa Simoneschi - Via Dante 37 - Chianciano Terme (SI)


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Al Premio internazionale Adrenalina il romano Roberto Pinetta
lazio (roma) roma

pubblicato il 09/09/2014 15:36:03 nella sezione "Arte Contemporanea"

Pass Key Art Festival: La Veldichiana Senese tra Rinascimento ed Arte Contemporanea.

pubblicato il 09/09/2014 14:54:44 nella sezione "News"
Cetona - Chianciano Terme - Montepulciano - San Casciano Terme e Sarteano
29 settembre 2014 - 05 ottobre 2014

"Dal 29 settembre al 5 ottobre i palazzi storici della Valdichiana Senese ospiteranno l’arte contemporanea in tutte le sue forme: mostre, laboratori e spettacoli


La Valdichiana Senese è un territorio caratterizzato da eccellenze culturali, artistiche, naturalistiche e adatto ad accogliere creatività ed innovazione multiculturale. Queste si fondono ora in un unico evento che prende il nome di Pass Key Art Festival.
Pass Key Art Festival è un progetto inserito dalla Regione nel circuito di "Toscanaincontemporanea 2013" per le caratteristiche di innovazione culturale dei linguaggi artistici. E’ un festival di arte contemporanea, declinata in ogni sua forma, che ha come fulcro Montepulciano e si sviluppa in tutta la Valdichiana Senese, nei comuni di Cetona, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, e Sarteano, dal 29 settembre al 5 ottobre prossimi.
PASSKEY Art Festival, dunque, si propone come evento unico nel suo genere e con un obiettivo a medio lungo termine ambizioso: far diventare l’arte contemporanea asset di territorio. PASSKEY è la “chiave” per riaprire eccezionalmente nobili palazzi storici del territorio, per trasformare temporaneamente antiche strutture medievali e rinascimentali in suggestivi ed inusuali luoghi espositivi che accoglieranno opere di Maestri storici della pittura e della scultura così come artisti emergenti.
Più di 300 opere si andranno ad inserire nel territorio dei cinque Comuni. Palazzo Avignonesi di Montepulciano ospiterà la mostra “Colours and Soul” con la personale dei Maestri Enrico Carmi e Giuseppe De Gregorio; alle Logge della Mercanzia è in mostra “Il Novecento verso l’Astrattismo”; Villa Simoneschi di Chianciano Terme ospiterà la mostra “Dalla Forma all’Astrazione” dei Maestri Fulvio Ticciati e Massimo Vinattieri; mentre “Il Castello dei Sogni” sarà al Castello di Sarteano con opere dei Maestri Edi Brancolini, Vincenzo Calli e Raffaele De Rosa; Villa La Palazzina di Cetona sarà la cornice per la mostra-spettacolo “Il dinamismo della Forma” con opere del Maestro Claudio Nicoli e la performance di danza di Afshin Varjavandi; a San Casciano dei Bagni “La poesia nella Forma”, rassegna di scultura monumentale con opere dei Maestri Bretschneider, Del Giudice, Fuad, Marziari, Nicoli, Rosner e Schulz. Negli spazi delle Cantine storiche della città di Montepulciano si snoderanno percorsi di pittura e scultura con “Under the ground”, mostra di artisti under 35, dalla forte valenza culturale e sociale, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale ed enogastronomico di questo territorio.
In PASSKEY l’arte non viene concepita solo dal punto di vista figurativo ma anche performativo. Il programma comprende due appuntamenti al Teatro Poliziano di Montepulciano, con la Compagnia Eleina D & Zamaga e gli INC Inn Progress Collective Dance; al Salone Nervi di Chianciano esibizione di Alessio Benvenuti e Francesca Del Toro.
L’obiettivo di PASSKEY FESTIVAL è quello di promuovere il territorio ed inserire la Valdichiana Senese nel tessuto nazionale facendola riconoscere a livello internazionale come luogo d’arte, di ispirazione, produzione creativa e centro sperimentale; una spinta sociale per tutta la collettività, famiglie, turisti, residenti ed appassionati d’arte, offrendo anche degustazioni, laboratori e performance tenute dagli allievi delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Lubiana e Rotterdam.

Pass Key Art Festival è organizzato dalla nuova Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana, denominazione ottenuta dopo l’approvazione del nuovo statuto, che oltre a promuovere, crea eventi adatti al territorio, utili non solo a farlo conoscere ma anche ad incrementare il suo valore economico. La direzione artistica del festival è affidata a Patrizia Cerri della Galleria Cerri Arte che ne ha curato il progetto e che da alcuni anni ha sede permanente a Montepulciano.

Pass Key Art Festival è realizzato in collaborazione con i Musei del territorio, l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, la Willem de Kooning Academie di Rotterdam e la Ljubjana Academy of Fine Art e ha ottenuto il patrocino dalla Regione Toscana, dal Comune di Montepulciano, dall’Unione dei Comuni della Valdichiana senese e dalla fondazione Musei Senesi.
Per maggiori informazioni sulle mostre, gli artisti, le opere, gli spettacoli e le location, visitate il sito www.passkeyfestival.com


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Fabio Colussi presenta alla Galleria Melori & Rosenberg di Venezia ''LA LUCE DELLA MITTELEUROPA A VENEZIA''
veneto (venezia) venezia

pubblicato il 04/09/2014 09:46:37 nella sezione "Fiere e mostre"
VENEZIA - GALLERIA MELORI & ROSENBERG
7 settembre 2014 - 17 settembre 2014

introduzione critica e curatela di Marianna Accerboni

"S’inaugura domenica 7 settembre 2014 alle ore 19 alla Galleria Melori & Rosenberg di Venezia, situata nella fascinosa e storica cornice del Campo del Ghetto Novo -Cannaregio 2919- la mostra personale del pittore triestino Fabio Colussi, intitolata Light in Venice.


La luce della Mitteleuropa a Venezia, che sarà introdotta sul piano critico dalla curatrice, architetto Marianna Accerboni. La rassegna propone 25 oli su tavola e su tela, tutti inediti, realizzati dall’artista tra il 2012 e il 2014. Fino al 17 settembre (orario: da martedì a domenica ore 10 • 17/ info 335 6750946 • info@melori-rosenberg.com).

In queste pagine pittoriche - scrive Accerboni - Colussi ricostruisce con delicata e calibrata vena poetica il fascino di Venezia e della laguna, raffinando con equilibrio e perizia il suo luminoso e vivido linguaggio attraverso un colorismo avvincente e reale, che lascia tuttavia spazio anche al sogno.
Memore di una vena neoclassica, che appartiene culturalmente a Trieste, sua città d’origine, l’artista prosegue in modo del tutto personale l’antica tradizione di pittori e vedutisti attivi a Venezia nel ‘700 quali Francesco Guardi e Canaletto, vicino al primo per ispirazione poetica e al secondo per l’interpretazione più razionale dei luoghi. Ma, agli esordi, Colussi ha guardato anche ad altri pittori e vedutisti, in questo caso giuliani, come Giuseppe Barison, Giovanni Zangrando, Ugo Flumiani e Guido Grimani, tutti in un modo o nell’altro legati alla grande tradizione pittorica e coloristica veneziana, che rappresentava un importante punto di riferimento, nel secondo ottocento e nel primo novecento, accanto all’Accademia di Monaco, per gli artisti triestini.
Altro fulcro fondamentale fu infatti per loro anche la cultura austro-tedesca. E non a caso nelle opere di molti di questi compare spesso una luce azzurro-grigia, che più che un colore rappresenta un’atmosfera, una sorta di evocazione di quello “sturm und drang” (tempesta e impeto), che nel mondo germanico pose le basi del Romanticismo: punti di riferimento che costituiscono delle interessanti chiavi di lettura della pittura di Colussi, in particolare per quanto riguarda la sua interpretazione di Venezia e della laguna, che l’artista rivisita attraverso intuizioni, luminosità e ispirazioni che alludono istintivamente anche alla cultura visiva mitteleuropea.
Oggi poco più che cinquantenne, il pittore è riuscito così nel corso del tempo a comporre, nel delineare la veduta, una propria maniera intensa e precisa, ma nel contempo sobria ed essenziale. Che fa vivere il paesaggio soprattutto della luce (diurna o notturna che essa sia), ottenuta attraverso ripetute e raffinate velature e un cromatismo deciso ma morbido.

Equilibrio e sensibilità caratterizzano i suoi dipinti, nei quali Colussi sa intrecciare molto armoniosamente il linguaggio del passato con le esigenze di linearità di quello moderno. Ne esce una Venezia luminosa e storica, in cui le antiche e raffinate architetture si fondono con un cielo e un mare intensamente azzurri, solcati da vividi contrappunti di luce, che ci consegnano una Venezia ideale e magicamente un po’ nordica, come forse la sognarono Goethe, il Winckelmann e Foscolo; mentre le lagune riflettono, sempre attraverso la luce, la pace e l’atarassia che pervade quei luoghi.
Fabio Colussi nasce a Trieste nel 1957, dove vive e opera. Autodidatta, dipinge i primi acquerelli a 4 anni: i temi sono paesaggi, boschi e figure realizzati anche a pastelli a cera. Più tardi approccia la tempera e l’acrilico, per poi passare nei primi anni novanta all’olio su tela e su tavola, tecnica ora prediletta, che non ha più abbandonato. Per realizzare i suoi dipinti, trae spunto dagli schizzi annotati su un taccuino che porta sempre con sé e che talvolta sono implementati, per quanto riguarda le architetture, da appunti fotografici.
Colussi è presente con le sue opere in collezioni private in Italia e all'estero (Austria, Svezia, Germania, Spagna, Stati Uniti e Australia). Ha esposto a livello nazionale ed europeo.

La Galleria Melori & Rosenberg, prima galleria d’arte contemporanea del Campo del Ghetto Nuovo, espone arte contemporanea dal 1996: in oltre 18 anni di attività è stata visitata da migliaia di persone di tutto il mondo, tuttora in contatto anche attraverso la newsletter mensile, con cui la galleria divulga le novità e il lavoro dei suoi artisti.
Unica rappresentante in Italia delle opere del maestro Luigi Rocca, uno dei più amati e apprezzati pittori iperrealisti a livello internazionale, espone anche altri artisti contemporanei italiani e internazionali, affermati ed esordienti. Oltre agli originali, di alcuni autori la galleria può fornire riproduzioni su tela a edizione limitata e illimitata, autenticate e firmate.
Tra le mostre curate e allestite vanno menzionate le personali di Luigi Rocca a San Donà di Piave (VE) e al Museo Ebraico di Venezia nel 2004, a San Diego (USA) nel 2005, in galleria nel 2006 e 2009 e a Udine nel 2007; le personali di Lucia Sarto a Venezia nella sala Midrash Leone da Modena e nella sede della galleria (2006-2010); l’importante collettiva Venice - Views on Ghetto (2005), prima mostra organizzata sul Ghetto veneziano, allestita a Venezia al Museo Ebraico e nella storica Sala Midrash Leon da Modena e in seguito esportata a Tel Aviv nella residenza dell’Ambasciatore italiano, ad Haifa e Gerusalemme al Museo U. Nahon; la mostra Oltre il muro (2009) degli artisti Serena Nono e Daniele Bianchi, allestita in collaborazione con l’Istituto Marcianum a Venezia, in galleria e alla Scuola Grande di S. Teodoro, e a Berlino; la mostra Con-sidera De-sidera (2009/ 2010) dell’artista Annalù (presente alla 54° Biennale) alla Chiesa di S. Salvador a Venezia; la collettiva Nello Spazio della Croce (2010) nella Chiesa di San Salvador e nella Chiesa di San Rocco a Venezia; e infine le personali A colorful life (2011) della pittrice finlandese Minna Laaksonen, Made in N.Y.C. (2011) della fotografa Robin Sacknoff e Ghetto… and more di Luigi Rocca.
Alla Galleria è collegata la Casa Editrice Melori&Rosenberg Publisher, che pubblica le monografie degli artisti e i cataloghi delle mostre organizzate.

Immagini: Fabio Colussi, Tramonto sul mare, 2014 - olio su tela - cm. 60x40

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Sette fotografi a Brera: Luca Carrà, Mario Cresci, Paola Di Bello, Mario Dondero,Carlo Orsi, Giovanni Ricci, Annalisa Sonzogni
lombardia (milano) milano

pubblicato il 04/09/2014 09:29:52 nella sezione "Fiere e mostre"
Milano - Pinacoteca di Brera
9 settembre-2 novembre 2014
a cura di Sandrina Bandera, Cecilia Ghibaudi e Giorgio Zanchetti

"Una mostra che nasce anche nella prospettiva di un nuovo cambiamento della Pinacoteca all’interno del progetto della “Grande Brera”: l’auspicata apertura di Palazzo Citterio dove saranno trasferite alcune sue raccolte e, di conseguenza, un diverso allestimento del percorso museale

la Redazione

Proseguendo nella politica di aprire la Pinacoteca di Brera alle forme artistiche contemporanee di cui la fotografia è parte, la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Milano, accogliendo un’idea di Luca Carrà, ha proposto a sette fotografi, di orientamento e generazioni diverse, di ritrarne gli spazi museali.
Il progetto si pone all’interno dello storico rapporto fra la Pinacoteca e la fotografia.
La prima campagna fotografica sulle sale del museo, appena riallestito dall’allora soprintendente Corrado Ricci, fu realizzata nel 1903.
L’ultima, condotta nel 1950 dagli studi Publifoto, Aragozzini e Marchisio, celebrava una nuova straordinaria inaugurazione, quella della Pinacoteca riedificata dopo la guerra.
Ma l’attenzione alla fotografia non venne mai meno anche nei decenni successivi, rinnovata con convegni e mostre storiche dai soprintendenti Franco Russoli e Carlo Bertelli, già direttore del Gabinetto Fotografico Nazionale e, in ultimo, c0n esposizioni e ricerche condotte da Matteo Ceriana.
La mostra nasce anche nella prospettiva di un nuovo cambiamento della Pinacoteca all’interno del progetto della “Grande Brera”: l’auspicata apertura di Palazzo Citterio dove saranno trasferite alcune sue raccolte e, di conseguenza, un diverso allestimento del percorso museale.
Sulla base di queste premesse Luca Carrà, Mario Cresci, Paola Di Bello, Mario Dondero, Carlo Orsi, Giovanni Ricci, Annalisa Sonzogni, hanno percorso nei mesi scorsi le sale di Brera.
Giovanni Ricci e Annalisa Sonzogni hanno osservato gli spazi museali come un luogo architettonico, autonomo e concluso e non semplice contenitore di opere d’arte, in cui si dipana la memoria dell’istituzione e delle sue collezioni.
Le grandi statue del cortile d’onore sono divenute per Luca Carrà oggetto di una ricerca di percezione visiva attraverso il contrasto fra il nero della fotografia e il bianco dello sfondo. Mario Cresci ha proposto una personale interpretazione dei ritratti, svelandone suggestioni e bellezza.
La ricerca di Carlo Orsi, durante i sette giorni in cui si è posto davanti ai capolavori, ha avuto lo scopo di cogliere e comprendere le personali emozioni suscitate nei visitatori da queste tavole e da queste tele.
La ben conosciuta curiosità di Mario Dondero verso tutte le forme dell’attività umana lo ha spinto a guardare i luoghi del lavoro, quello dei restauratori impegnati sul Ritratto del conte Porcia di Tiziano e il bronzo canoviano Napoleone come Marte pacificatore raffigurante l’imperatore dei francesi a cui si deve la nascita del museo.
E poi ci sono loro: i visitatori, i lavoratori della Pinacoteca, osservati da Paola Di Bello. Con occhio divertito, ironico e partecipe ha realizzato un video che sarà proiettato nella sala dello Sposalizio della Vergine di Raffaello.
A ogni autore è stata riservata una sala, nell’allestimento curato dall’architetto Alessandra Quarto, in un percorso che si snoda lungo tutta la Pinacoteca.
La mostra e il catalogo, edito da Skira, sono a cura della soprintendente Sandrina Bandera, Cecilia Ghibaudi storica dell’arte responsabile dell’archivio fotografico della Soprintendenza di Milano e Giorgio Zanchetti, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’ Università degli Studi di Milano, con i contributi di Carlo Bertelli e Tiziana Serena, docente di Storia della fotografia presso l’ Università degli Studi di Firenze.

Immagine:Carlo Orsi, Sette giorni a Brera [A Week at the Brera], 2014 - stampa alla gelatina ai sali d’argento su carta baritata, da negativo


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I Cento Anni di Livio Felluga tra enologia, Arte, Scienza ed Architettura
friuli-venezia giulia (udine) udine

pubblicato il 26/08/2014 10:29:45 nella sezione "Fiere e mostre"
Udine - Abbadia di Rosazzo
20 settembre 2014

"Il 1 settembre il patriarca dell'enologia friulana Livio Felluga compie 100 anni. Per l'occasione l'azienda Livio Felluga presenta l'ultimo progetto artistico/architettonico di Yona Friedman & Jean-Baptiste Decavèle, il VIGNE MUSEUM, realizzato sotto la tutela culturale di RAM radioartemobile9

Il 20 settembre sui Colli Orientali del Friuli sarà presentata l'opera permanente, un omaggio alla tradizione e alla cultura di un mestiere antico che ha caratterizzato il Territorio e lo ha reso famoso a livello internazinale.

Un uomo che incarna storia, tradizioni e valori di un mestiere antico in una regione, il Friuli Venezia Giulia, affacciata
sull’estremo nord est dell’Adriatico, il punto di contatto fra il Mediterraneo e l’Europa Centrale, oggi famosa per la produzione di alcuni fra i migliori vini bianchi del mondo.
Per festeggiare questo traguardo, la famiglia e l’azienda Livio Felluga hanno organizzato un evento internazionale che unisce
enologia e arte, scienza e architettura.

Nell’Abbazia di Rosazzo e sulle sue colline, il 20 settembre 2014, dalle ore 10 alle ore 13, avrà luogo la celebrazione del centenario
di Livio Felluga scandita in diversi e significativi momenti:
- un convegno curato da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier di RAM radioartemobile, parte integrante del progetto DAC
(Denominazione Artistica Condivisa
, dal titolo “Arte e Impresa a tutela del paesaggio rurale”. La multidisciplinarietà prenderà
forma attraverso la voce di illustri ospiti internazionali appartenenti al mondo della cultura e della scienza;
- l’inaugurazione del Vigne Museum, di Yona Friedam e Jean-Baptiste Decavèle realizzato con DAC;
- la presentazione di “100”, il vino in edizione limitata appositamente creato e dedicato a Livio Felluga.
“100” racconta la storia di un uomo moderno e lungimirante che grazie al suo intuito e all’amore per la terra è riuscito,
in momenti storici avversi, a far risorgere la collina, convinto che solo la coltivazione di qualità potesse riportare vita nella
campagna friulana. Un lungo percorso che inizia tra i vigneti di Isola d’Istria, caratterizzato da duro lavoro e realizzato con
grande caparbietà e passione. Livio Felluga, nel corso di una vita, ha creato una delle più importanti realtà aziendali d’Italia,
acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di “Patriarca dell’enologia friulana”.
A fissare indelebilmente questo significativo traguardo, il Vigne Museum di Yona Friedam e Jean-Baptiste Decavèle realizzato
con DAC, abbraccerà le colline di Livio Felluga a Rosazzo. Una grande Iconostasi, struttura architettonica opera simbolo di
Yona Friedman, alloggerà tra i vigneti diventando parte integrante della natura e del paesaggio.
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''Immacolata Concezione'' del XVIII secolo

pubblicato il 14/08/2014 09:32:45 nella sezione "Catalogo"

Al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia la mostra personale di Claudio Mario Feruglio
friuli-venezia giulia (trieste) muggia

pubblicato il 06/08/2014 09:35:18 nella sezione "Arte Contemporanea"
Muggia - Museo d’Arte Moderna Ugo Carà
06 agosto 2014 - 24 agosto 2014
A cura di Marianna Accerboni

"Si inaugura alle ore 19 al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia la mostra personale dell’artista udinese Claudio Mario Feruglio intitolata 'In ascolto'


Organizzata dal Comune di Muggia – Assessorato alla Cultura e introdotta sul piano critico dall’arch. Marianna Accerboni, la rassegna è realizzata in collaborazione con l’Associazione AURA e la Casa Comune della Cultura Europea: in mostra una trentina di opere scelte, realizzate dal Maestro dal 2002 al 2014 ad acrilico su tela e incentrate sulla poetica del silenzio, tema a lui particolarmente caro, che l’artista intreccia - scrive Accerboni - con profondo sentire, tecnica ineccepibile ed eleganza al tema della natura e a un’intima sensibilità religiosa, la quale pervade tutti i suoi lavori.
Sospesi tra rigore, lirismo e percezione dell’infinito, i dipinti di Feruglio risultano affascinanti ma non estetizzanti, piuttosto sono introspettivi con un battito d’ali che tocca e coinvolge il sentire collettivo. Avvalendosi di un cromatismo intenso, impreziosito da molteplici velature e simbiotico in rapporto alle predilezioni espressioniste - prosegue il critico - l’artista costruisce un ponte di luce tra realtà e infinito, tra individuo e universo, con intuizioni poeticamente e intellettualmente elevate, che addolciscono la vitalità graffiante dell’espressionismo secondo una vena neoromantica molto attuale ed emozionante, che ci rende tutti partecipi della sua concentrata introspezione di apertura universale.
Un concetto di silenzio, luce e infinito che suggerisce al fruitore un atteggiamento di riflessione e attesa, la quale trova nella bellezza della pittura e del Creato, nell’immanenza di Dio e nella sua identificazione con la natura stessa, una pausa lontana dal fragore contemporaneo, in cui ancora una volta la figura dell’Artista si pone come antesignano e delicato interprete dell’armonia e dell’essenza dell’universo.
Di Feruglio hanno scritto autorevoli personalità del mondo della cultura e dell’arte, rilevando come nelle sue opere si manifesti il Silenzio e la Luce per farsi proiezione in ognuno di noi. Già Carlo Sgorlon in un importante saggio di qualche anno fa scriveva di Feruglio definendolo “il pittore del silenzio e dell’ascolto sommesso della musica suprema dell’universo”. Non potrebbe essere diversamente per un artista come lui che, nel corso della sua attività, dalla formazione accademica a oggi, ha realizzato opere uniche modulandole secondo un linguaggio che invita all’ascolto interiore. “Per fare pittura” scrive di sé il Maestro “ho bisogno di silenzio, di rapportarmi con il silenzio, di sentire la voce dell'anima, di sentire la voce della natura, di cogliere l'essenza. Ho bisogno di ascoltarmi per creare e di ascoltare per essere stimolato al gesto pittorico. Di sintonizzarmi all'ascolto di quella voce che proviene da lontano, che ti interroga con i suoi profondi silenzi, il più delle volte questa voce ti ribalta tutti i piani. Sono felicissimo quando penso che non mi appartengo, ma appartengo a un progetto più grande di me, che non so neppure io dove mi condurrà, sicuro comunque in un cammino di luce. Mi sento dentro la pittura con tutta la forza della vita, una pittura impressa nel mio sangue, che si smaterializza per donarsi agli altri. Una pittura ricevuta come dono gratuito, compagna fedele, musica visiva che si fa comunione di pensiero”.

Claudio Mario Feruglio (Udine 1953) si è formato all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida del Maestro Edmondo Bacci. Da oltre quarant’anni è presente sulla scena della ricerca artistica internazionale, nel cui ambito ha maturato risultati che gli hanno meritato significativi riconoscimenti da parte del pubblico e della critica, tra cui il Premio nazionale San Fedele a Milano. Ha al suo attivo qualificate mostre personali e collettive in gallerie private e istituzioni pubbliche in Italia, Austria, Germania, Svizzera, Principato di Monaco, Slovenia, Croazia, Bosnia Herzegovina, Francia, Polonia, Finlandia, Spagna, Gran Bretagna, Turchia, Giappone, Cina, Brasile, Australia.
Nel 1995 ha partecipato su invito alla 46° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nell’ambito della rassegna-evento collaterale Memorie e Attese 1895 – 1995 a Strà (PD) con il gruppo Le Voci del Silenzio e nel 2007 alla 52° Biennale veneziana nell’ambito dell’evento collaterale P3 Performative Paper Project svoltosi a Tolmezzo (UD).
In qualità di operatore culturale si dedica all’organizzazione di eventi espositivi in numerosi centri italiani ed esteri, per enti pubblici e privati, tra i quali il Museo Regionale di Arte Sacra Contemporanea di Sesto al Reghena. Nel 2005 ha realizzato con il regista Gianni Fachin un cortometraggio dal titolo Il mistero e la luce, in cui racconta la propria poetica interiore incentrata sul silenzio. E’ presidente di Aura, Associazione Artistico Culturale del FVG che promuove scambi tra artisti d’Europa, ed è fondatore della Casa Comune della Cultura Europea.
E’ stato invitato alle grandi mostre Maestri del paesaggio, protagonisti del ‘900 in FVG (2010) e Maestri del novecento (2011), svoltesi al Museo nazionale di Palazzo de Nordis di Cividale del Friuli; alla 6° Triennale d’arte sacra contemporanea di Lecce (2012), nella Cripta della Cattedrale di Caltanissetta (2012), alle mostre Affordable di Milano (2012) e Roma (2013), al 40° Premio Sulmona (2013); ad Albissola Marina (SV) per la mostra itinerante dedicata al 90° del giornale L’Unità (2014). Sue opere figurano in diverse collezioni pubbliche, private in Italia e in Europa e in luoghi di culto. Della sua arte si sono interessati autorevoli personalità del mondo della cultura, critici, storici dell’arte, filosofi, scrittori e teologi.
Una mostra, questa di Muggia, ricca di valori, che non mancherà di richiamare appassionati e cultori d’arte per vivere e condividere momenti di pace e di serenità, di cui oggi si avverte vivamente la necessità.

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A Camerano "Cercatori di libertà" al Caleidoscopio Festival delle Arti
marche (ancona) camerano

pubblicato il 06/08/2014 09:22:53 nella sezione "News"
Camerano (AN) - Caleidoscopio Festival delle Arti
3 agosto 2014 - 18 ottobre 2014

"Lo scenario del Parco Regionale del Conero, il centro storico di un borgo marchigiano, un unico percorso espositivo dal Seicento al contemporaneo per chi è "cercatore di libertà"

"Cercatori di libertà" è questo il tema della prima edizione di Caleidoscopio Festival delle Arti che ha preso vita il 28 giugno con l'inaugurazione della mostra Un Capolavoro di Carlo Maratti per Camerano. Rebecca ed Eliezer al Pozzo (fino al 18 ottobre), a cura di Vittorio Sgarbi, che ha 'restituito' alla città, anche se per un periodo limitato di tempo, un grande quadro del pittore cameranese, prestito della Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma, esposto nella chiesa di Santa Faustina, voluta dal pittore prima di morire nel 1713.
Immediatamente a seguire, il 12 luglio, ha aperto i battenti la retrospettiva su Quirino Ruggeri (1883 - 1950), artista storicizzato di Albacina nel fabrianese, ospitata nella suggestiva cornice della Grotta Ricotti e nella Sala Matteucci del Palazzo Comunale con importanti provenienze dalle collezioni Eredi Ruggeri e Cavallini-Sgarbi.
Ma è l'arte contemporanea, con la libertà che le è insita, a gettare un affondo sul concept del Festival e a interpretare il tema con Se dico Aria, un progetto a cura di Antonio D'Amico.
Se dico Aria .dici?...Tutti noi che di aria viviamo, siamo chiamati idealmente a completare questa frase. Un elemento impalpabile, trasparente, intangibile, forse l'unico trascendente e immanente al tempo stesso, che fa scaturire innumerevoli e personalissime risposte.
Sei quelle di altrettanti artisti internazionali - Marcello Chiarenza, Chris Gilmour, AngelaGlajcar, Kaori Miyayama, Gianluca Quaglia e Medhat Shafik - chiamati da Antonio D'Amico a rispondere alla domanda attraverso installazioni realizzate site specific per la chiesa di San Francesco.
Come dei veri e propri "cercatori di libertà", gli artisti invitati a Camerano «penetrano nell'aria, lasciandosi invadere da pensieri, sensazioni ed emozioni, per dare nuova forma a pesi di misure reali e contrappesi di dimensioni sognate. Sogni e fantasie danno vita a una caleidoscopica gamma di creazioni percepite nell'aria e attraverso l'aria, avvolgendo lo spettatore in un respiro trascendente, astratto, surreale e contemporaneo», così descrive l'esposizione il curatore della mostra; che prosegue
«Se dico Aria. dico libertà, il desiderio di cercarla senza limiti, senza chiusure, fisiche e mentali e al di là dei luoghi e degli spazi precostituiti. Una mostra dentro una chiesa, non in una città abituata alle mostre d'arte contemporanea, non in un museo. "Aria" vuol dire per me entrare là dove non si è soliti entrare e quindi destare stupore, meraviglia, incanto. Volevo fare una mostra a Camerano nella splendida cornice della Chiesa di San Francesco che abbattesse molti schemi e che portasse tanta gente a vedere l'arte contemporanea con occhi e spirito diversi».
Lo stessa sede della mostra, una chiesa, un luogo di culto in cui si respira un'aria che ha il sapore dell'eternità potrebbe suggerire una prima chiave di interpretazione: potesse parlare al nostro "Se dico Aria . dici?" risponderebbe, "Dio".
Un'altra caratteristica dell'esposizione è la capacità dell'arte di andare oltre ogni differenza, di culto e religione, per rimettere prima di tutto l'uomo al centro di ogni ricerca spirituale.
I sei artisti di religioni diverse hanno accettato senza porsi il problema di esporre le loro installazioni all'interno di una chiesa cattolica: è nata una mostra che si può definire 'ecumenica'.
'Fluttueremo' dalle reti che circonfondono luce di Chiarenza, per la loro naturale traforatura quasi transustanziali all'aria, agli aerei e al pianoforte in cartone di Gilmour, all'installazione sospesa e multi stratificata - realizzata in carta - di Glajcar, a un inedito progetto sul tema della natura di Miyayama, fino all'ultimissimo confronto sperimentale con il paesaggio di Quaglia e le 'colonne di carta' di Shafik.


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