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Stradivari venduto all’asta per 1,6 milioni di euro

pubblicato il 20/12/2013 12:41:51 nella sezione "Aste"
"Uno Stradivari, rubato e venduto dai ladri per soli 118 euro è stato battuto all’asta in Gran Bretagna per 1,6 milioni di euro.

la Redazione

Il violino, realizzato nel 1696, fu rubato insieme a due archetti alla violinista di origine coreana Min-Jin Kym alla stazione londinese di Euston nel 2010. La Kym aveva quel violino sin dalla sua adolescenza. Dopo il furto, stato ritrovato in una casa del centro di Londra lo scorso luglio, ma la violinista aveva già ottenuto un nuovo strumento. Tre persone finirono in galera per il furto.
Lo Stradivari è stato venduto alla casa Tarisio in un asta online per la cifra di 1,6 milioni di euro, incluso il premio di vendita, come informa AFP. La casa d’aste ha confermato che parte del profitto andrà alla British Transport Police che aiutò a trovare il prezioso strumento musicale. I ladri avevano infatti tentato di vendere lo Stradivari per 100 sterline, non lontano dal luogo dov’era stato prelevato. A commettere il furto una banda formata da giovanissimi: il ladro John Maughan, all’epoca 30enne, aveva fatto quattro anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole. Due teenager dell’età di 15 e 16 anni che parteciparono al furto erano finiti in riformatorio.
I violini realizzati da Antonio Stradivari (1644-1737), considerato da molti come il miglior realizzatore di strumenti musicali, sono molto rari e di valore. A oggi si pensa che ve ne siano ancora 600 in circolazione

Fonte: TAFTER
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Operazione "Art Gallery"

pubblicato il 20/12/2013 12:06:01 nella sezione "News"
"Nella notte i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova - Sost.Proc. Dott.ssa Gabriella DOTTO, hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal GIP di Genova per i
reati di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di opere d'arte e ricettazione. Sono tuttora in corso decine di perquisizioni in varie città italiane.

la Redazione

I provvedimenti sono scaturiti da una complessa attività investigativa che ha consentito di deferire in stato di libertà quindici persone e di sequestrare 181 dipinti falsi, per un valore di mercato di circa dieci milioni di euro. E' stato,inoltre, localizzato un laboratorio per la falsificazione delle opere d'arte.
Nel corso delle indagini, è stata cristallizzata una struttura organizzata attraverso la quale gli indagati erano riusciti ad immettere, nei canali leciti del mercato dell'arte contemporanea, le opere d'arte contraffatte corredandole, in molti casi, di fraudolente certificazioni di autenticità.
I dipinti falsificati realizzati e commercializzati riguardavano principalmente De Chirico, Dorazio, Schifano, Angeli, Nitsch, Kounellis, Prini, Boetti, Calzolari, Vasarely, Mambor. Gli arrestati sono soprattutto operatori di settore, alcuni dei quali avevano conosciuto direttamente gli autori apprendendone le tecniche pittoriche e le modalità esecutive. La struttura associativa, infatti, disponendo anche di opere autentiche ha potuto realizzare, grazie all'abilita' del falsario, le contraffazioni in grado di trarre in inganno numerosi esperti ed, in alcuni casi, addirittura le medesime fondazioni di riferimento degli artisti. Nella perquisizione presso il laboratorio, individuato durante le attività investigative, è stato sequestrato copioso materiale idoneo alla riproduzione di soggetti tipici degli autori sopracitati, tra cui: mascherine, ritagli in carta, stoffa,
matrici di lettere, numeri,simboli,timbri vari e non solo. E'stato altresì rinvenuto un vero e proprio archivio, contenente varia documentazione (ritagli di giornali, articoli, cataloghi) e fogli di carta lucida con riprodotte le firme degli artisti. Questo materiale, infatti, era stato accumulato nel corso degli studi certosinamente condotti dagli indagati sulle tecniche di realizzazione delle opere e sui tratti delle firme degli autori. Il tutto, ovviamente, era finalizzato alla realizzazione dei falsi. Le operazioni, condotte dai militari del T.P.C. in coordinamento con i carabinieri dei Comandi Provinciali di Genova, Torino, Milano e Pavia,sono ancora in corso.

Fonte: Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
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Il regalo di Natale del MIBACT

pubblicato il 19/12/2013 14:57:49 nella sezione "News"
"Per le festività natalizie” dichiara il Ministro Massimo Bray “abbiamo pensato di regalare ai visitatori italiani e stranieri una giornata da dedicare al nostro patrimonio storico-artistico, che permetterà a cittadini e turisti di scoprire luoghi ed opere d’arte del nostro Paese

la Redazione

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT) ha così stabilito che sabato 28 dicembre tutti luoghi d’arte statali vengano aperti gratuitamente per l’intera giornata. L’occasione, che incrocia il sesto appuntamento del calendario di “Una notte al Museo”, consente inoltre l’estensione dell’ingresso libero anche alla fascia oraria serale (20:00-24:00).

Grazie al successo registrato, l’iniziativa Una Notte al Museo, che avrebbe dovuto esaurire il proprio ciclo il 31 dicembre, ha intanto guadagnato una proroga dei termini fino a gennaio 2014. E il Ministero non esclude la possibilità di trasformare l'appuntamento mensile con la cultura in una manifestazione permanente.

Fonte: MIBACT

Immagine: Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini, 1622-1625, Galleria Borghese, Roma
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UN LUNGO VIAGGIO: Le crete di Marcello Aversa tra i tappeti della collezione Armani - Binecchio
emilia-romagna (piacenza) piacenza

pubblicato il 12/12/2013 10:02:43 nella sezione "Fiere e mostre"
"Un lungo viaggio Dalla creazione dell’uomo all’uomo che crea con la terra Le crete di Marcello Aversa tra i tappeti della collezione Armani - Binecchio

testo di Giovanni Gazzaneo

Vi è un livello raggiunto il quale l’artigianato diviene inequivocabilmente arte. I presepi e le scene sacre modellati in creta da Marcello Aversa con una perizia pari solo all’amore che egli porta per l’antica tradizione plastica italiana sono opere d’arte che hanno fra l’altro il pregio di conservare una freschezza d’ispirazione tutta popolare. Di dimensioni a volte piccolissime, esse catturano lo sguardo dello spettatore e spesso lo commuovono con il minuzioso, variato popolo delle loro figure rifinite, se necessario, con uno spillo; perché quello di Aversa – che vive e lavora in quel di Sorrento – è davvero un mondo miracolosamente sottratto alla fretta e alla solitudine di tanta modernità, e riconsegnato ad una sorta di socievole armonia tra individuo e creato, tra lavoro e piacere. Biffi Arte ha voluto che lavori così affascinanti fossero collocati entro una cornice altrettanto emozionante, e ha perciò scelto di impreziosire per l’occasione la Galleria con alcuni antichi tappeti di grande rarità e bellezza, appartenenti alla collezione di Achille Armani e Alberto Binecchio. Una mostra idonea, per la sua calda atmosfera, alle feste natalizie, ma che travalica i limiti consueti delle esposizioni di presepi con la sua ricchezza scenografica e la sua celebrazione di un talento artigianale altissimo.

Fonte: Biffiarte
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I Cento di via Margutta tornano a Natale
lazio (roma) roma

pubblicato il 10/12/2013 16:37:56 nella sezione "News"
Roma - via Margutta
12 dicembre 2013 - 15 dicembre 2013
"per le feste natalizie lo storico appuntamento con l'arte open air.

la Redazione

La tradizione di questa particolare mostra è nata nel lontano autunno del 1953, per iniziativa spontanea di alcuni pittori che nell’immediato dopoguerra si riunirono e decisero di dar vita e colore ad una strada che da sempre era stata il rifugio naturale di pittori, scultori, poeti, musicisti ed artigiani.
Gli oltre 100 artisti dell'associazione ''Cento pittori Via Margutta'' espongono le loro opere di pittura e scultura lungo la celebre strada, intrattenendosi in conversazione con i visitatori.

Immagine: Roberto Pinetta,2013
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Diacono dei collezionisti

pubblicato il 06/12/2013 12:00:00 nella sezione "Mercato dell'arte"


Essere un gallerista d'arte contemporanea non significa solo vendere. La scelta degli artisti da trattare passa attraverso un iter di contatti umani, discorsi, coinvolgimenti affettivi che travalicano in sintonia culturale e viceversa. E a volte chi arriva a vendere lo fa perché, avendo iniziato come critico, trova ipocrita fare solo il traduttore in parole di oggetti e immagini che ama. Si vuole fare committente per dare agli artisti che ritiene degni di nota non solamente un appoggio morale, ma anche un supporto per sopravvivere e una mediazione verso i musei e le mostre: senza l'appoggio di una galleria non si va lontano, e questa deve essere oltretutto una struttura che non si ferma al commercio ma si propone come una garanzia di qualità. Un percorso esemplare in questo senso è quello che ha fatto Mario Diacono (Roma 1930), testimoniando come certi dilemmi non siano cosa di oggi ma siano nati nel secondo Novecento. Segretario personale di Giuseppe Ungaretti per sette anni, amico di letterati come Pierpaolo Pasolini e Sandro Penna, vicino a critici come Cesare Vivaldi ed Emilio Villa, Diacono conobbe tutta la Roma attiva negli anni Cinquanta e Sessanta: quella della leggenda, dove ci si incontrava al Bar Rosati di Piazza del Popolo e si viveva un dopoguerra fatto di senso di rinascita ma già vicino a un crinale decadente.
Nella sua lunga attività, volutamente raffinata e defilata, Diacono è passato dalle visite compulsive allo studio di Kounellis, dalle frequentazioni con Twombly e Schifano, a quando aprì le sue molteplici gallerie a Bologna, Roma, New York, Boston e quindi a un mondo che includeva Jon Jonas, Vito Acconci, Richard Serra e tutta la rivoluzione linguistica che venne dopo la pop art e in opposizione a essa.
Poeta egli stesso, nella sua prima attività di critico iniziò a usare un linguaggio tutto suo: senza maiuscole, fratto, intellettuale, volutamente secco. Una scrittura creativa che era anche figlia dell'ermetismo, dell'idea di contaminare il senso con l'immagine stessa della scrittura, con il ritmo delle parole che doveva ricostruire quello di un'opera o di un incontro. Un libro edito da Postmediabook, con una postfazione a cura di Laura Cherubini, raccoglie ora i suoi scritti maggiori dagli esordi a Roma e a Milano fino alla fuga americana dopo un invito a insegnare a Berkeley.
La scrittura, concepita come «funzione specchiante della parola di fronte alle arti figurative», non venne mai abbandonata ma si fece più pratica e descrittiva, da un lato, e dall'altro più vicina agli standard accademici anglosassoni. Favorito dal fatto di dovere usare l'inglese in prima persona o di essere comprensibile a un traduttore, il discorso diventa più piano anche se non per questo meno complesso. Anzi: l'autore descrive i processi creativi di Robert Morris o di Vito Acconci, il primo che compatta la forma rendendola minimale, il secondo che sonda la struttura del comportamento. Nel far questo è obbligato ad abbandonare un andamento impressionistico per abbracciare una disamina logica strutturata.

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Fonte: www.ilsole24ore.com
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Ferdinand Van Kessel, pittore olandese

pubblicato il 06/12/2013 12:00:00 nella sezione "Artisti"
Ferdinand van Kessel (Breda, 1647 – Breda, 1696)(alcune fonti lo vogliono nato ad Aversa)


Pittore olandese, ebbe come maestro il padre Jan van Kessel il vecchio, seguendone inoltre, nella carriera futura, temi e caratteristiche tecniche. Generalmente lo si considera inferiore al genitore per quanto riguarda i risultati della sua pittura, per la chiarezza del disegno e la purezza dei colori. Fu accolto alla corte di Giovanni III di Polonia, nella quale gli furono commissionate numerose opere; si specializzò in paesaggi, dipinti floreali e naturali con animali, tanto che le figure umane nei suoi dipinti venivano spesso eseguite da altri autori, e lui stesso forniva aiuto per tali particolari per i quali eccelleva.


Le sue opere nel nostro catalogo

Ritratto di Gentiluomo
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Raro Rolex venduto a Londra dalla Casa d'Aste Bonhams per 114.000 euro

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Modernariato"
Il Lotto n.378
Rolex. Un acciaio inossidabile carica manuale cronografo da polso raffinato e raro insieme con scatola e originale libretto di garanzia

Venduto il 2 agosto 1973, questo gioiello di orologio da polso è con carica manuale movimento cronografo regolabile su tre posizioni e firmato Rolex Oyster Cosmograph e numerato sul retro 6239, bracciale Oyster con la data 1971 , numerato 7835 19. Quadrante e movimento firmato 37 millimetri.
Venduto per 114.000,00 € (97.250 £)
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Edolo Masci e il "Cliché-Verre"
abruzzo (pescara) pescara

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Artisti"
Centocinquant’anni dopo il brevetto, dopo i primi esempi magistrali di Corot e 83 anni dopo l’Eggbeater di Man Ray, la curiosità d’artista e la passione d’incisore condussero Edolo Masci a sperimentare questa rara tecnica, incidendo o dipingendo le lastre di vetro, perspex, e acetato, anche di grande formato (cm 50x70 circa), con la punta, il pennello e lo stilo in legno di bosso, il tampone e la carta abrasiva, sfruttando tutte le possibilità delle matrici e delle tecniche d’esecuzione, tenendo conto, sempre, anche delle fasi di stampa. Nella letteratura artistica il termine cliché-verre indica sia la lastra eseguita a mano dall’artista sia la stampa che né deriva. La matrice è una lastra di vetro, oggi anche di altro materiale trasparente, annerita, sulla quale l’artista traccia con una punta, similmente all’incisore per l’acquaforte, mettendo a nudo il vetro e ottenendo, così, un negativo. Tali lastre vengono poi stampate, su carte sensibili, con procedimenti che sfruttano l’azione della luce (solare o elettrica).
"Dai primi anni Novanta Edolo Masci lavorò con la luce, elemento fondamentale di questa tecnica; lavorò con le colle, gli sviluppi e i pigmenti usati in pittura. E qui è l’originalità dei clichés-verre di quest’artista, ampiamente stimato e considerato per la sua figurazione poetica e sintetica, fin quasi astratta.

Il cliché-verre, rara stampa d’arte, poco conosciuta anche tra gli addetti ai lavori, è nata nel XIX secolo, più o meno contemporaneamente in Francia e nel mondo anglosassone. Ha dato vita a risultati sperimentali ma di grande pittoricismo e fascino poetico. Come spesso accade, questa tecnica è stata avvicinata, quasi sempre, dai maggiori artisti, quelli più curiosi, più sperimentatori, da Corot, che ne ha eseguiti 66, a Delacroix, che ne ha eseguito solo uno. Dopo essere stato impiegato da Corot (negli anni 1853-1874) e dai pittori della Scuola di Barbizon, a causa della fragilità delle lastre, il cliché-verre è stato abbandonato quasi completamente. Agli inizi del XX secolo l’artista che ha ripreso la tecnica è stato Man Ray (che ne ha realizzati circa 28) seguito da Max Ernst (19), Brassaï (12) e naturalmente Picasso (5).
"La mostra ed il libro “Edolo Masci, Clichés-Verre” verranno presentati presso la storica Libreria-Galleria “Al Ferro di Cavallo” di Roma, sita in Via del Governo Vecchio n.7, nel giorno di sabato 9 Maggio 2009, dalle ore 17:30.

Le librerie ed i libri, “luoghi” cari ad Edolo Masci, che da curioso ed accanito lettore divenne fine e colto bibliofilo, come anche ricorda il grande mercante d’arte Giuseppe Zanini nei suoi ritratti d’artista: ZANINI G., Edolo Masci, Un Volto del Novecento, da De Chirico a Campigli, La Collezione Zanini; Mazzotta, Milano, 2004, pag.36.
quot(“Al Ferro di Cavallo” e gli artisti, un amore che ha superato il mezzo secolo, da quando Agnese De Donato e Gina Severini inaugurarono lo spazio, come riporta un cronista del quotidiano “Il Tempo”, il primo Novembre 1957: È questo un negozio del tutto particolare che, aperto di proposito nelle immediate vicinanze della Accademia di Belle Arti e del Liceo Artistico, vuole essere soprattutto un ritrovo di artisti. E dove la politica passava per il "Que viva a Fidel Castro!" che vide Giuseppe Capogrossi, Fabio Mauri, Mimmo Rotella, Gastone Novelli, ed altri ancora, esporre nel 1961 per il Lidér Maximo.)
Amore continuato con Sergio Mazzocchi, Lena Salvatori e Peppe Orlandi che hanno portato avanti il “Ferro di Cavallo” dal 1982 fino ad oggi, dove Giuseppe Gallo fece la sua prima mostra e qui conobbe Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Claudio Bianchi e Nunzio: stava nascendo la Nuova Scuola Romana.

Uno spazio di promozione libera dell´arte tra i libri, dove nel 1985 venivano esposte le, allora pionieristiche, "Immagini al computer" di Paul Thorel.

Un luogo che ha offerto la possibilità ai giovani che studiavano all'Accademia di esporre il loro lavoro, spesso “Al Ferro di Cavallo” hanno tenuto la prima mostra personale artisti oggi riconosciuti nell'arte come Alessandra Giovannoni, Paolo Picozza, Maurizio Pierfranceschi, Enrico Pulsoni, Enzo Scolamiero ed altri.
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Il restauro ligneo secondo le regole dell'arte

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Restaurare"


Uscito da pochi mesi il manuale tratta le varie fasi operative del restauro ligneo in forma chiara ed essenziale, e descrive sia le esperienze di artisti e artigiani del passato sia quelle di quasi trent'anni di lavoro e di insegnamento dell'autore. Rivolto sia a chi dell'arte del restauro voglia farne una professione sia all'amatore che desideri procedere nel rispetto delle regole di questa disciplina, il testo consente di approfondire le conoscenze basilari che deve possedere un buon restauratore: artistica, chimica, alchemica ed ebanistica. La comprensione degli argomenti trattati è facilitata dalla presenza di numerosi disegni esplicativi e da schede riassuntive che forniscono quadri sintetici del percorso evolutivo tecnico-costruttivo, tipologico-formale, storico-stilistico e ornamentale. Chiude il volume un utile glossario e un dettagliato indice analitico.


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Una notte al museo: il 30 novembre agli Uffizi, Accademia e Cappelle Medicee
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 28/11/2013 11:04:39 nella sezione "Fiere e mostre"
Sabato 30 novembre 2013 torna Una notte al museo, progetto ideato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che prevede l’apertura in orario serale di alcuni luoghi d'eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche statali, arricchite da un ricco programma di appuntamenti collaterali.
In collaborazione con la Direzione per la Valorizzazione e il concessionario (Firenze Musei), il Polo Museale Fiorentino aderisce all’iniziativa aprendo, in orario non consueto, alcuni dei più noti musei statali cittadini per l’ingresso ai quali è consigliata la prenotazione chiamando il numero 055-294883.
Dalle 19 alle 23 prolungherà l’orario di apertura la Galleria degli Uffizi (biglietto 11 euro, ultimo ingresso ore 22) nelle cui sale del Piano Nobile è in corso la mostra “Il Gran Principe Ferdinando de’ Medici (1663-1713) Collezionista e Mecenate”; sempre sabato dalle 19 alle 23 resterà aperta la Galleria dell’Accademia (biglietto 11 euro, ultimo ingresso ore 22.30), dove è in corso la mostra “Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento”; infine il Museo delle Cappelle Medicee (biglietto 6 euro, ultimo ingresso alle 22.30), dopo il consueto orario di apertura (ore 8.15-13.50), riaprirà alle 19 e proseguirà sino alle 23.

APPUNTAMENTI COLLATERALI
Come nelle precedenti “Notti al Museo”, anche stavolta Opera Laboratori Fiorentini per Firenze Musei ha promosso e messo a punto un variegato programma di appuntamenti collaterali che spaziano dal teatro alla danza, alla musica.
La Galleria dell’Accademia propone uno spettacolo che, appunto, unisce musica e danza. Si intitola “Improvidance” ed è un concerto a due voci, per piano e danza, con Andrea Di Donna al pianoforte e la danzatrice Elisa Bartoli. La performance, che si baserà su musiche originali e/o brani della tradizione jazz, prevede tre interventi di circa 20 minuti ciascuno, che si effettueranno alle 20, alle 21 e alle 22. Lo spettacolo è gratuito, compreso nel prezzo biglietto d’ingresso alla Galleria dell’Accademia.
Dopo il successo dello scorso agosto, Opera Laboratori Fiorentini per Firenze Musei rinnova alle Cappelle Medicee la possibilità di “incontrare” Anna Maria Luisa de’ Medici, l’ultima discendente della celebre dinastia fiorentina. Nelle vicinanze del suo monumento funebre, nella cripta del mauseo mediceo, l’attrice della Compagnia delle Seggiole, Anna Collazzo, reciterà il monologo dell’Elettrice Palatina, nota soprattutto per aver stipulato con la futura dinastia regnante il Patto di Famiglia che stabiliva che non si potessero “… levar fuori dallo Stato del Granducato … Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose … affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”. Questo atto, straordinariamente lungimirante, permise a Firenze di mantenere tutto il patrimonio artistico a cui oggi deve la sua fama internazionale. Il monologo è fissato per le ore 20 e sono previste due repliche alle 21 e alle 22. Anche in questo caso lo spettacolo è gratuito, compreso nel prezzo del biglietto d’ingresso alle Cappelle Medicee.

ATTENZIONE
In Area Stampa del sito web del Polo Museale Fiorentino sono disponibili alcune fotografie relative ai due appuntamenti collaterali nell’ambito de “Una notte al museo”.

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Paolo Caccia Dominioni un artista su un fronte di guerra
friuli-venezia giulia (gorizia) gorizia

pubblicato il 28/11/2013 10:58:33 nella sezione "Fiere e mostre"
E' stata inaugurata lunedì 4 novembre 2013 alle 18.30 alla Galleria Dora Bassi di Gorizia e successivamente in altre 6 sedi storiche di Gorizia e del FVG, un’importante e articolata mostra diffusa di progetti, disegni, dipinti, scritti, documenti e testimonianze su Paolo Caccia Dominioni (Nerviano, prov. di Milano 1896 - Roma 1992), architetto, artista, scrittore e soldato noto a livello internazionale.

La rassegna – ideata e curata dall’architetto e critico d’arte Marianna Accerboni con l’approfondimento storico dell’Ammiraglio Sq. Ferdinando Sanfelice di Monteforte, docente di Strategia alla Cattolica di Milano e alle Università di Firenze e Trieste Polo di Gorizia, già Rappresentante Militare per l’Italia presso i Comitati Militari NATO e EU - vuole ripercorrere attraverso più di 600 pezzi provenienti dai Musei Provinciali - Museo della Grande Guerra di Gorizia, dal Museo del Genio di Roma, dalle famiglie Formentini, Cosolo, Lantieri, Cantoni Burr e da collezionisti privati, i momenti salienti della poliedrica attività di architetto, ingegnere, pittore, formidabile disegnatore, illustratore e scrittore di Paolo Caccia Dominioni.
Riportandolo idealmente a Gorizia e nei luoghi nei quali combattè durante il primo Conflitto Mondiale e successivamente visse, la mostra si inserisce nei grandi eventi in ricordo di Caccia Dominioni. Tra questi ricordiamo
l’intitolazione di una via di Milano – prevista a breve – e l’importante rassegna organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Ankara in Turchia nel 2012, dove Caccia Dominioni progettò nel 1939 la sede dell’ambasciata italiana.

Sviluppata attraverso un percorso espositivo che a Gorizia include la Galleria Dora Bassi, la Prefettura, i Musei Provinciali - Museo della Grande Guerra, la Biblioteca Statale Isontina, Palazzo Lantieri, a Udine la Caserma Guastatori Berghinz e la Stazione di Redipuglia, la mostra – per il suo carattere internazionale – toccherà successivamente Trieste e nel 2014/ 2015 Bruxelles.

Architetto e ingegnere dal tratto colto ed essenziale e dalla cifra sobriamente e squisitamente originale, pittore, disegnatore e illustratore formidabile per la rapidità e l’eccezionalità del segno nonché scrittore efficace e coinvolgente nella sua essenzialità (Premio Bancarella), Caccia Dominioni ci consegna in questa mostra diffusa la sua equilibrata ma appassionata visione del secolo breve - che visse con intensità, stile e
distacco - raccontato e interpretato attraverso migliaia e migliaia tra disegni, progetti architettonici, bozzetti, dipinti e scritti, molti dei quali realizzati sul fronte del Carso durante la Grande Guerra o subito dopo in Libia, poi nella campagna d’Etiopia del 1935/ ‘36 e quindi in Africa settentrionale nel corso del 2° conflitto mondiale.
Tutta la sua vita, civile e militare, fu per altro testimoniata da splendidi disegni, dipinti e sketch, che rappresentano forse l’aspetto meno noto della sua poliedrica creatività e che la rassegna tende a riscoprire ed evidenziare, presentando anche lavori finora mai pubblicati, come per esempio i bellissimi disegni a tecnica mista e tempera realizzati nel viaggio che lo portò in Australia e quelli che “fotografano” la gente africana.

In mostra, tra le testimonianze biografiche e autobiografiche, sono esposte anche le magnifiche e inedite tavole genealogiche disegnate dallo stesso Dominioni per ricostruire le origini e gli intrecci della sua famiglia, imparentata con le più importanti casate nobiliari italiane, e l’inedito Registro dei lavori, progetti ed elaborati tecnici, nella stesura originale da lui redatta e confezionata a mano, che riassume in ordine cronologico 614 opere dal 1924 al ‘71.

Un’altra sezione racconta i restauri di prestigiose e storiche magioni (Castello e Golf Hotel a S. Floriano del Carso, Palazzo Lantieri a Gorizia ecc.) e le nuove architetture. Tra queste, Casa Cosolo a Fogliano Redipuglia (Gorizia) e il villaggio turistico di Riva dei Tessali (Taranto), inserito da Caccia Dominioni in un paesaggio boschivo senza abbattere alcun albero, ma adattando anzi armonicamente e con eleganza le nuove edificazioni alla natura, nel più assoluto ed ecologico rispetto per l’ambiente: solo per questo motivo l’architetto-artista potrebbe essere considerato un grande mentore antesignano della modernità, come lo fu con la sua scrittura sobria ed essenziale e con i disegni, immediati nella narrazione sintetica dall’estro armonico e razionale.

In più sezioni ricorre infine la sua incredibile capacità di raccontare da vero cronista la guerra - hic et nunc - attraverso disegni e opere pittoriche eseguite al tratto.

La sintesi dei volumi e il concetto di forma-funzione sottolineano le sue architetture e l’essenzialità ricorre anche nelle illustrazioni che arricchiscono i suoi libri e quelli altrui, le cartoline, augurali e non, gli ex libris e le etichette per i vini. Ancora una sezione è dedicata ai monumenti ai caduti e a vari corpi d’arma, tra cui quello al Duca d’Aosta a Gorizia Aeroporto e quello dedicato al 3° Reggimento di Artiglieria da montagna, oggi nella Caserma Cantore di Tolmezzo. E sono presenti anche alcuni disegni navali, poco noti ed emozionanti, che Caccia Dominioni realizzò con grande perizia fin dall’età di 14 anni: tra questi, di particolare interesse il progetto per l’opera dedicata Al marinaio d’ogni ventura (1985) per Punta Ristola (Leuca).
Nel disegno fu immediato, avvincente, cromaticamente perfetto e altrettanto abile e competente si dimostrò nelle costruzioni stradali e minerarie e in altre opere eseguite per anni dallo studio nel quale operava al Cairo prima e dopo il 2° conflitto mondiale. Un’intelligenza rapida dunque, che ci metteva un secondo a comunicare e a interpretare il reale con una prontezza di spirito che forse in guerra gli salvò più volte la vita: una personalità e un artista d’eccezione, oggi però non ancora noto quanto meriterebbe, aspetto che la mostra si propone di mettere in luce e riscoprire.

Altri disegni, bozzetti grafici, lettere, reperti ancora intrisi di sabbia, fotografie e testimonianze rievocano il periodo trascorso da Caccia Dominioni in Africa settentrionale durante il 2° conflitto mondiale e quello successivo: qui, dopo aver riesumato, dal 1948 in poi per più di 15 anni, le salme di migliaia di soldati di tutte le nazionalità, progettò ed eseguì per il nostro Governo il celebre ed essenziale Sacrario Militare Italiano di El Alamein, esempio unico di architettura italiana monumentale nel deserto africano.

Non va dimenticato infine che anche sul piano umano e sociale Caccia Dominioni si dimostrò molto avanti con i tempi, intrattenendo un rapporto amichevole, amabile e per così dire paritario con tutti, compresi i suoi commilitoni, i soldati e gli Ascari, che ebbe a fianco nella campagna d’Etiopia, nel secondo conflitto e per il recupero delle salme dei caduti, anticipando così, istintivamente a suo modo, un moderno concetto di globalizzazione.

La mostra sarà sottolineata dai seguenti appuntamenti:

GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE DALLE ORE 17
Visita guidata
Biblioteca Statale Isontina

VENERDÌ 22 NOVEMBRE ORE 18.00
presentazione del video dedicato a Caccia Dominioni
con le testimonianze inedite di chi lo conobbe
Sala del Consiglio del Comune di Gorizia
Piazza Municipio 1
SABATO 14 DICEMBRE ORE 10.00
visita guidata nei luoghi del Carso
che videro presente Caccia Dominioni nel I° conflitto mondiale

OGNI DOMENICA ORE 16.30
visita guidata alla mostra con partenza da Palazzo Lantieri

OGNI DOMENICA ORE 18
visita guidata alla mostra con partenza dalla Galleria Dora Bassi

FINISSAGE
evento multimediale di poesia, musica e luce con la recitazione attoriale di versi di Ungaretti (che combattè sul Carso e a cui è dedicato il Parco omonimo nella tenuta di Castelvecchio a Sagrado), in cui saranno reinterpretate le vicende di Caccia Dominioni e la sua epoca.

L’evento espositivo si svolge in collaborazione e con il supporto di importanti realtà istituzionali, come la il Comune di Gorizia, Prefettura di Gorizia, la Provincia di Gorizia, Musei Provinciali di Gorizia - Museo della Grande Guerra, la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, la Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste, l’Archivio di Stato di Gorizia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Fogliano Redipuglia, la Pro Loco Redipuglia - Sentieri di pace, le Ferrovie dello Stato, l’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa - col. Matteo Paesano, l’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito - col. Antonino Zarcone, gli Alpini di Fogliano Redipuglia, gli Alpini di Fogliano Redipuglia, il Rotary Club di Gorizia (di cui Dominioni fu socio onorario e per cui disegnò il logo tuttora in uso), il Rotary Club di Muggia (Trieste), la FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), e con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Turriaco, Gruppo culturale AJSER 2000 e il Gruppo Hermada Flavio Vidonis, Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di ricerca storica, l’Azienda Agricola Zidarich di Prepotto (Duino Aurisina, Trieste), l’Azienda Vitivignicola Filippon di Lorenzo Comelli (Ramandolo, Udine), l’Hotel Entourage, Grafica Goriziana, Studio Faganel, Klavdij Jakoncic Flowers.
Il quotidiano Il Piccolo si configura quale media partner.
Il video dedicato a Caccia Dominioni è stato realizzato grazie alla Pro Loco Redipuglia - Sentieri di pace con il contributo di RFI Rete Ferroviaria Italiana.

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Al Museo casa Enzo Ferrari ''Icons of pop art. Then and now''
emilia-romagna (modena) modena

pubblicato il 22/11/2013 11:25:22 nella sezione "Fiere e mostre"
Modena- Museo casa Enzo Ferrari
23 novembre 2013 - 04 maggio 2014
"Per la prima volta il Museo Casa Enzo Ferrari di Modena accoglie nel suo spazio espositivo una mostra dedicata alla Pop Art.
Coloratissimi e allegri quadri dei grandi artisti americani giungeranno a Modena dall’America e da Vienna per creare un vivace connubio con le monoposto del Campionato di Formula 1 che caratterizzano la mostra Grand Prix, in corso al MEF dal 3 maggio.

la Redazione

Si tratta di una doppia esibizione che abbraccia il meglio del collezionismo automobilistico sportivo d’epoca e dell’arte contemporanea.
Visitando il Museo si ripercorrono le tappe più espressive della massima Formula Uno, attraverso una ventina di vetture accuratamente selezionate tra quelle che hanno gareggiato tra il 1950 e il 1994 e le fasi tracciate dagli artisti che hanno rivoluzionato il XX secolo dagli anni ’60 ai giorni nostri con una quarantina di opere di grande prestigio.
Il legame tra auto e quadri balza immediatamente all’occhio osservando le serie delle Ferrari che il celebre artista Steve Kaufman dipinse nel 2006 trasferendo nella sua arte tutta la passione che nutriva per le macchine sportive, con un risultato straordinario.
L’esibizione, però, non si limita ai quadri che hanno come tema la Ferrari, ma indaga su tutte le “icons” ovvero i simboli della Pop Art.
La mostra ICONS OF POP ART, “then and now”, infatti, nasce dall’idea di presentare nella splendida cornice del MEF una breve storia della Pop Art dalle origini ai giorni nostri.
Partendo dai due grandi maestri, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, che negli anni Sessanta hanno segnato il nuovo cammino dell’arte prodotta in serie ispirata a oggetti e personaggi della società dei consumi, si prosegue con la riflessione di Steve Kaufman, artista che sviluppa il concetto di Neo Pop Art.
Elaborando la tecnica appresa nella Factory a fianco di Andy Warhol di cui fu il giovanissimo assistente, Kaufman, con il procedimento dell’hand embellishment, reinterpreta in modo vivace i miti della società americana dagli anni ’80 fino al 2010. Quanto la Pop Art, a distanza di cinquant’anni, sia tuttora vitale appare dalle opere che, ancora oggi, ripropongono i simboli celebrati da Warhol come icone intramontabili del nostro tempo. Prendono così vita le suggestive Marilyn di Russell Young, la comunicazione filtrata dalla pubblicità di Burton Morris e il fragoroso impatto che sprigiona dalle opere di Romero Britto.
La mostra è ideata da Alberto Panizzoli con Caterina Tosoni in collaborazione con Giovanni Perfetti e Adriana Zini, rispettivamente curatore e direttore del Museo ed è promossa dalla Fondazione Casa di Enzo Ferrari in collaborazione con Diana Vachier presidente di American Pop Art Inc e Gerald Hartinger Fine Arts
L’artista di punta della Mostra è Steve Kaufman ( 29 dicembre 1960-12 febbraio 2010), colui che segnò il passaggio dalla Pop Art alla Neo Pop Art interpretando e perfezionando le tecniche apprese da Andy Warhol di cui fu il giovane assistente, nella Factory di New York alla fine degli anni ’70.
Recentemente Steve Kaufman ha ottenuto un grande riconoscimento in Italia con la mostra “POP ART IN TRIESTE, STEVE KAUFMAN THE FORMER ASSISTANT TO ANDY WARHOL” promossa dal Comune di Trieste nell’importante sede di Palazzo Costanzi dall’11 agosto al 22 settembre 2013. Nei quaranta giorni di apertura la Mostra di Trieste ha totalizzato ben 13.365 visitatori. Tra questi anche alcuni appassionati di Pop Art, giunti a Trieste dalla Slovenia, dalla Croazia, dall’Austria, dalla Germania, da Malta e addirittura dal Lussemburgo, appositamente per la mostra.

Fonte: Museo Casa Enzo Ferrari
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La nuova casa della più importante collezione di uova Fabergé

pubblicato il 22/11/2013 08:53:27 nella sezione "News"
"Viktor Vekselberg, oligarca russo alla guida della Renova Gruop il colosso di materie prime, energia e telecomunicazioni, adesso finanzia la creazione di una nuova casa per la sua speciale collezione di uova Fabergé

la Redazione

Il magnate russo si è guadagnato nel 2004 un posto d’onore nelle cronache dell’arte per aver acquistato ben nove uova Fabergé dall’editore americano Forbes prima che fossero battute all’asta da Sotheby’s, divenendo il più grande proprietario singolo di questi capolavori di gioielleria.

Oggi nel Palazzo Shuvalovsky a San Pietroburgo, Vekselberg, ha creato la nuova casa per le uova Fabergé e per la sua prestigiosa collezione, trasformando il palazzo in un Museo con esposizioni permanenti, con un investimento di 37 milioni di dollari destinati ad una profonda ristrutturazione dell’edificio che ha permesso anche il recupero degli antichi decori in legno pregiato che versavano in rovina.

Le uova rappresenteranno il nucleo centrale di una collezione che nel corso degli anni si è arricchita e oggi conta circa 400 opere tra gioielli, dipinti e icone, che il pubblico potrà ammirare dall'inizio di dicembre.

I Tesori Fabergé
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BILL VIOLA dialoga con le sale di Palazzo Te
lombardia (mantova) mantova

pubblicato il 21/11/2013 09:21:53 nella sezione "News"
"Secondo appuntamento con Il ciclo “La casa degli dei”. Un progetto ideato e promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova che invita esponenti internazionali dell’arte contemporanea a dialogare con gli spazi di Palazzo Te.

di L. SANFELICE (Arte.it)

Dopo aver inaugurato la sua attività con un’installazione di Fabrizio Plessi, dal prossimo 23 novembre e fino al 20 febbraio, l’iniziativa avvierà il suo secondo appuntamento ospitando nelle sale napoleoniche un’opera dell’artista multimediale Bill Viola che in un filmato di 10 minuti con inquadratura fissa e ralenti catturerà la caduta e la resistenza di un gruppo di 19 persone investite da un violento getto d’acqua.

L’opera, intitolata “The Raft” fa riferimento ad alcune scene affrescate da Giulio Romano nella Camera dei Giganti, straordinaria sperimentazione pittorica in cui i limiti architettonici si confondono in un dipinto ininterrotto che in origine coinvolgeva anche il pavimento per trascinare lo spettatore nel racconto della Caduta dei Giganti, puniti per la loro presunzione da Giove attraverso la furia degli elementi.

Fonte: Continua a Leggere ...
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Talent Prize 2013
lazio (roma) roma

pubblicato il 21/11/2013 08:53:39 nella sezione "News"
Roma- Casa dell'architettura
fino al 30 novembre 2013
"La Casa dell’Architettura inaugura sabato 16 novembre alle ore 18.00 la mostra TALENT PRIZE 2013 Premio Arti Visive. Premio dedicato ai giovani artisti ed organizzato per il sesto anno consecutivo da Guido Talarico Editore e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.

la Redazione

In occasione della collettiva, allestita da Vasco Forconi e Margherita Maccaferri, due giovani curatori dello Ied, verrà esposto il lavoro del vincitore Danilo Correale che con la fotografia dal titolo The visible hand, the future in their hands ha ottenuto il premio del valore di 10.000 euro. In mostra anche gli altri nove finalisti del concorso: per la sezione scultura Gabriele De Santis con Love Story 1960-1964, Antonio Guiotto con I love you (con 528Hz e 936 Hz) e Marco Morici con Studio per un’architettura fallita; per la sezione fotografia Niccolò Morgan Gandolfi con Untitled e Maziar Mokhtari con Former flour factory; per la sezione installazioni Giovanni Oberti con Senza titolo (archi di dama) e Maria Domenica Rapicavoli con Load displacement; per la sezione pittura Sara Enrico con Untitled (Jacquarad) e per la categoria video Riccardo Giacconi con Portrait de Dominique Fidanza dans sa maison en Suisse.
In mostra, inoltre, anche i lavori dei cinque premi speciali assegnati da Axa in Italia alla scultura di Daniele Franzella, senza titolo; da Metaenergia a Federico Gori con la sua installazione Giro Giro Tondo, dalla Casa dell’Architettura a Michela de Mattei con l’installazione Esperimenti d’innesto, da Inside Art alla fotografia di Giorgio Ialongo dal titolo Mi illumino d’incenso e da tutti gli utenti di Insideart.eu a Gianni Colangelo con la scultura Anatomia Meccanica.

Inoltre, grazie al partenariato culturale con la città di Lille sostenuto dall’ Istituto Francese, esporranno alla Casa dell’ Architettura i cinque artisti d’oltralpe dell’ Atelier Wicar che hanno ottenuto nel corso del 2013 una residenza d’artista nel nostro paese: Benoît Carpentier con la scultura Racing with the sunbeams – Garde Suisse; il duo Leonie Young e Mathilde Lavenne con la fotografia Expedition 1, Road S5, 41.954747,12.744843; David Gommez con la scultura Senza titolo, il duo AnaÏs Delmoitiez e Justine Pluvinage con l’installazione video Mirifique e Antoine Petitprez con la fotografia, Alberi.

Fonte: Casa dell'Architettura
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