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Una notte al museo: il 30 novembre agli Uffizi, Accademia e Cappelle Medicee
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 28/11/2013 11:04:39 nella sezione "Fiere e mostre"
Sabato 30 novembre 2013 torna Una notte al museo, progetto ideato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che prevede l’apertura in orario serale di alcuni luoghi d'eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche statali, arricchite da un ricco programma di appuntamenti collaterali.
In collaborazione con la Direzione per la Valorizzazione e il concessionario (Firenze Musei), il Polo Museale Fiorentino aderisce all’iniziativa aprendo, in orario non consueto, alcuni dei più noti musei statali cittadini per l’ingresso ai quali è consigliata la prenotazione chiamando il numero 055-294883.
Dalle 19 alle 23 prolungherà l’orario di apertura la Galleria degli Uffizi (biglietto 11 euro, ultimo ingresso ore 22) nelle cui sale del Piano Nobile è in corso la mostra “Il Gran Principe Ferdinando de’ Medici (1663-1713) Collezionista e Mecenate”; sempre sabato dalle 19 alle 23 resterà aperta la Galleria dell’Accademia (biglietto 11 euro, ultimo ingresso ore 22.30), dove è in corso la mostra “Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento”; infine il Museo delle Cappelle Medicee (biglietto 6 euro, ultimo ingresso alle 22.30), dopo il consueto orario di apertura (ore 8.15-13.50), riaprirà alle 19 e proseguirà sino alle 23.

APPUNTAMENTI COLLATERALI
Come nelle precedenti “Notti al Museo”, anche stavolta Opera Laboratori Fiorentini per Firenze Musei ha promosso e messo a punto un variegato programma di appuntamenti collaterali che spaziano dal teatro alla danza, alla musica.
La Galleria dell’Accademia propone uno spettacolo che, appunto, unisce musica e danza. Si intitola “Improvidance” ed è un concerto a due voci, per piano e danza, con Andrea Di Donna al pianoforte e la danzatrice Elisa Bartoli. La performance, che si baserà su musiche originali e/o brani della tradizione jazz, prevede tre interventi di circa 20 minuti ciascuno, che si effettueranno alle 20, alle 21 e alle 22. Lo spettacolo è gratuito, compreso nel prezzo biglietto d’ingresso alla Galleria dell’Accademia.
Dopo il successo dello scorso agosto, Opera Laboratori Fiorentini per Firenze Musei rinnova alle Cappelle Medicee la possibilità di “incontrare” Anna Maria Luisa de’ Medici, l’ultima discendente della celebre dinastia fiorentina. Nelle vicinanze del suo monumento funebre, nella cripta del mauseo mediceo, l’attrice della Compagnia delle Seggiole, Anna Collazzo, reciterà il monologo dell’Elettrice Palatina, nota soprattutto per aver stipulato con la futura dinastia regnante il Patto di Famiglia che stabiliva che non si potessero “… levar fuori dallo Stato del Granducato … Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose … affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”. Questo atto, straordinariamente lungimirante, permise a Firenze di mantenere tutto il patrimonio artistico a cui oggi deve la sua fama internazionale. Il monologo è fissato per le ore 20 e sono previste due repliche alle 21 e alle 22. Anche in questo caso lo spettacolo è gratuito, compreso nel prezzo del biglietto d’ingresso alle Cappelle Medicee.

ATTENZIONE
In Area Stampa del sito web del Polo Museale Fiorentino sono disponibili alcune fotografie relative ai due appuntamenti collaterali nell’ambito de “Una notte al museo”.

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Paolo Caccia Dominioni un artista su un fronte di guerra
friuli-venezia giulia (gorizia) gorizia

pubblicato il 28/11/2013 10:58:33 nella sezione "Fiere e mostre"
E' stata inaugurata lunedì 4 novembre 2013 alle 18.30 alla Galleria Dora Bassi di Gorizia e successivamente in altre 6 sedi storiche di Gorizia e del FVG, un’importante e articolata mostra diffusa di progetti, disegni, dipinti, scritti, documenti e testimonianze su Paolo Caccia Dominioni (Nerviano, prov. di Milano 1896 - Roma 1992), architetto, artista, scrittore e soldato noto a livello internazionale.

La rassegna – ideata e curata dall’architetto e critico d’arte Marianna Accerboni con l’approfondimento storico dell’Ammiraglio Sq. Ferdinando Sanfelice di Monteforte, docente di Strategia alla Cattolica di Milano e alle Università di Firenze e Trieste Polo di Gorizia, già Rappresentante Militare per l’Italia presso i Comitati Militari NATO e EU - vuole ripercorrere attraverso più di 600 pezzi provenienti dai Musei Provinciali - Museo della Grande Guerra di Gorizia, dal Museo del Genio di Roma, dalle famiglie Formentini, Cosolo, Lantieri, Cantoni Burr e da collezionisti privati, i momenti salienti della poliedrica attività di architetto, ingegnere, pittore, formidabile disegnatore, illustratore e scrittore di Paolo Caccia Dominioni.
Riportandolo idealmente a Gorizia e nei luoghi nei quali combattè durante il primo Conflitto Mondiale e successivamente visse, la mostra si inserisce nei grandi eventi in ricordo di Caccia Dominioni. Tra questi ricordiamo
l’intitolazione di una via di Milano – prevista a breve – e l’importante rassegna organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Ankara in Turchia nel 2012, dove Caccia Dominioni progettò nel 1939 la sede dell’ambasciata italiana.

Sviluppata attraverso un percorso espositivo che a Gorizia include la Galleria Dora Bassi, la Prefettura, i Musei Provinciali - Museo della Grande Guerra, la Biblioteca Statale Isontina, Palazzo Lantieri, a Udine la Caserma Guastatori Berghinz e la Stazione di Redipuglia, la mostra – per il suo carattere internazionale – toccherà successivamente Trieste e nel 2014/ 2015 Bruxelles.

Architetto e ingegnere dal tratto colto ed essenziale e dalla cifra sobriamente e squisitamente originale, pittore, disegnatore e illustratore formidabile per la rapidità e l’eccezionalità del segno nonché scrittore efficace e coinvolgente nella sua essenzialità (Premio Bancarella), Caccia Dominioni ci consegna in questa mostra diffusa la sua equilibrata ma appassionata visione del secolo breve - che visse con intensità, stile e
distacco - raccontato e interpretato attraverso migliaia e migliaia tra disegni, progetti architettonici, bozzetti, dipinti e scritti, molti dei quali realizzati sul fronte del Carso durante la Grande Guerra o subito dopo in Libia, poi nella campagna d’Etiopia del 1935/ ‘36 e quindi in Africa settentrionale nel corso del 2° conflitto mondiale.
Tutta la sua vita, civile e militare, fu per altro testimoniata da splendidi disegni, dipinti e sketch, che rappresentano forse l’aspetto meno noto della sua poliedrica creatività e che la rassegna tende a riscoprire ed evidenziare, presentando anche lavori finora mai pubblicati, come per esempio i bellissimi disegni a tecnica mista e tempera realizzati nel viaggio che lo portò in Australia e quelli che “fotografano” la gente africana.

In mostra, tra le testimonianze biografiche e autobiografiche, sono esposte anche le magnifiche e inedite tavole genealogiche disegnate dallo stesso Dominioni per ricostruire le origini e gli intrecci della sua famiglia, imparentata con le più importanti casate nobiliari italiane, e l’inedito Registro dei lavori, progetti ed elaborati tecnici, nella stesura originale da lui redatta e confezionata a mano, che riassume in ordine cronologico 614 opere dal 1924 al ‘71.

Un’altra sezione racconta i restauri di prestigiose e storiche magioni (Castello e Golf Hotel a S. Floriano del Carso, Palazzo Lantieri a Gorizia ecc.) e le nuove architetture. Tra queste, Casa Cosolo a Fogliano Redipuglia (Gorizia) e il villaggio turistico di Riva dei Tessali (Taranto), inserito da Caccia Dominioni in un paesaggio boschivo senza abbattere alcun albero, ma adattando anzi armonicamente e con eleganza le nuove edificazioni alla natura, nel più assoluto ed ecologico rispetto per l’ambiente: solo per questo motivo l’architetto-artista potrebbe essere considerato un grande mentore antesignano della modernità, come lo fu con la sua scrittura sobria ed essenziale e con i disegni, immediati nella narrazione sintetica dall’estro armonico e razionale.

In più sezioni ricorre infine la sua incredibile capacità di raccontare da vero cronista la guerra - hic et nunc - attraverso disegni e opere pittoriche eseguite al tratto.

La sintesi dei volumi e il concetto di forma-funzione sottolineano le sue architetture e l’essenzialità ricorre anche nelle illustrazioni che arricchiscono i suoi libri e quelli altrui, le cartoline, augurali e non, gli ex libris e le etichette per i vini. Ancora una sezione è dedicata ai monumenti ai caduti e a vari corpi d’arma, tra cui quello al Duca d’Aosta a Gorizia Aeroporto e quello dedicato al 3° Reggimento di Artiglieria da montagna, oggi nella Caserma Cantore di Tolmezzo. E sono presenti anche alcuni disegni navali, poco noti ed emozionanti, che Caccia Dominioni realizzò con grande perizia fin dall’età di 14 anni: tra questi, di particolare interesse il progetto per l’opera dedicata Al marinaio d’ogni ventura (1985) per Punta Ristola (Leuca).
Nel disegno fu immediato, avvincente, cromaticamente perfetto e altrettanto abile e competente si dimostrò nelle costruzioni stradali e minerarie e in altre opere eseguite per anni dallo studio nel quale operava al Cairo prima e dopo il 2° conflitto mondiale. Un’intelligenza rapida dunque, che ci metteva un secondo a comunicare e a interpretare il reale con una prontezza di spirito che forse in guerra gli salvò più volte la vita: una personalità e un artista d’eccezione, oggi però non ancora noto quanto meriterebbe, aspetto che la mostra si propone di mettere in luce e riscoprire.

Altri disegni, bozzetti grafici, lettere, reperti ancora intrisi di sabbia, fotografie e testimonianze rievocano il periodo trascorso da Caccia Dominioni in Africa settentrionale durante il 2° conflitto mondiale e quello successivo: qui, dopo aver riesumato, dal 1948 in poi per più di 15 anni, le salme di migliaia di soldati di tutte le nazionalità, progettò ed eseguì per il nostro Governo il celebre ed essenziale Sacrario Militare Italiano di El Alamein, esempio unico di architettura italiana monumentale nel deserto africano.

Non va dimenticato infine che anche sul piano umano e sociale Caccia Dominioni si dimostrò molto avanti con i tempi, intrattenendo un rapporto amichevole, amabile e per così dire paritario con tutti, compresi i suoi commilitoni, i soldati e gli Ascari, che ebbe a fianco nella campagna d’Etiopia, nel secondo conflitto e per il recupero delle salme dei caduti, anticipando così, istintivamente a suo modo, un moderno concetto di globalizzazione.

La mostra sarà sottolineata dai seguenti appuntamenti:

GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE DALLE ORE 17
Visita guidata
Biblioteca Statale Isontina

VENERDÌ 22 NOVEMBRE ORE 18.00
presentazione del video dedicato a Caccia Dominioni
con le testimonianze inedite di chi lo conobbe
Sala del Consiglio del Comune di Gorizia
Piazza Municipio 1
SABATO 14 DICEMBRE ORE 10.00
visita guidata nei luoghi del Carso
che videro presente Caccia Dominioni nel I° conflitto mondiale

OGNI DOMENICA ORE 16.30
visita guidata alla mostra con partenza da Palazzo Lantieri

OGNI DOMENICA ORE 18
visita guidata alla mostra con partenza dalla Galleria Dora Bassi

FINISSAGE
evento multimediale di poesia, musica e luce con la recitazione attoriale di versi di Ungaretti (che combattè sul Carso e a cui è dedicato il Parco omonimo nella tenuta di Castelvecchio a Sagrado), in cui saranno reinterpretate le vicende di Caccia Dominioni e la sua epoca.

L’evento espositivo si svolge in collaborazione e con il supporto di importanti realtà istituzionali, come la il Comune di Gorizia, Prefettura di Gorizia, la Provincia di Gorizia, Musei Provinciali di Gorizia - Museo della Grande Guerra, la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, la Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste, l’Archivio di Stato di Gorizia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Fogliano Redipuglia, la Pro Loco Redipuglia - Sentieri di pace, le Ferrovie dello Stato, l’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa - col. Matteo Paesano, l’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito - col. Antonino Zarcone, gli Alpini di Fogliano Redipuglia, gli Alpini di Fogliano Redipuglia, il Rotary Club di Gorizia (di cui Dominioni fu socio onorario e per cui disegnò il logo tuttora in uso), il Rotary Club di Muggia (Trieste), la FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), e con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Turriaco, Gruppo culturale AJSER 2000 e il Gruppo Hermada Flavio Vidonis, Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di ricerca storica, l’Azienda Agricola Zidarich di Prepotto (Duino Aurisina, Trieste), l’Azienda Vitivignicola Filippon di Lorenzo Comelli (Ramandolo, Udine), l’Hotel Entourage, Grafica Goriziana, Studio Faganel, Klavdij Jakoncic Flowers.
Il quotidiano Il Piccolo si configura quale media partner.
Il video dedicato a Caccia Dominioni è stato realizzato grazie alla Pro Loco Redipuglia - Sentieri di pace con il contributo di RFI Rete Ferroviaria Italiana.

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Al Museo casa Enzo Ferrari ''Icons of pop art. Then and now''
emilia-romagna (modena) modena

pubblicato il 22/11/2013 11:25:22 nella sezione "Fiere e mostre"
Modena- Museo casa Enzo Ferrari
23 novembre 2013 - 04 maggio 2014
"Per la prima volta il Museo Casa Enzo Ferrari di Modena accoglie nel suo spazio espositivo una mostra dedicata alla Pop Art.
Coloratissimi e allegri quadri dei grandi artisti americani giungeranno a Modena dall’America e da Vienna per creare un vivace connubio con le monoposto del Campionato di Formula 1 che caratterizzano la mostra Grand Prix, in corso al MEF dal 3 maggio.

la Redazione

Si tratta di una doppia esibizione che abbraccia il meglio del collezionismo automobilistico sportivo d’epoca e dell’arte contemporanea.
Visitando il Museo si ripercorrono le tappe più espressive della massima Formula Uno, attraverso una ventina di vetture accuratamente selezionate tra quelle che hanno gareggiato tra il 1950 e il 1994 e le fasi tracciate dagli artisti che hanno rivoluzionato il XX secolo dagli anni ’60 ai giorni nostri con una quarantina di opere di grande prestigio.
Il legame tra auto e quadri balza immediatamente all’occhio osservando le serie delle Ferrari che il celebre artista Steve Kaufman dipinse nel 2006 trasferendo nella sua arte tutta la passione che nutriva per le macchine sportive, con un risultato straordinario.
L’esibizione, però, non si limita ai quadri che hanno come tema la Ferrari, ma indaga su tutte le “icons” ovvero i simboli della Pop Art.
La mostra ICONS OF POP ART, “then and now”, infatti, nasce dall’idea di presentare nella splendida cornice del MEF una breve storia della Pop Art dalle origini ai giorni nostri.
Partendo dai due grandi maestri, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, che negli anni Sessanta hanno segnato il nuovo cammino dell’arte prodotta in serie ispirata a oggetti e personaggi della società dei consumi, si prosegue con la riflessione di Steve Kaufman, artista che sviluppa il concetto di Neo Pop Art.
Elaborando la tecnica appresa nella Factory a fianco di Andy Warhol di cui fu il giovanissimo assistente, Kaufman, con il procedimento dell’hand embellishment, reinterpreta in modo vivace i miti della società americana dagli anni ’80 fino al 2010. Quanto la Pop Art, a distanza di cinquant’anni, sia tuttora vitale appare dalle opere che, ancora oggi, ripropongono i simboli celebrati da Warhol come icone intramontabili del nostro tempo. Prendono così vita le suggestive Marilyn di Russell Young, la comunicazione filtrata dalla pubblicità di Burton Morris e il fragoroso impatto che sprigiona dalle opere di Romero Britto.
La mostra è ideata da Alberto Panizzoli con Caterina Tosoni in collaborazione con Giovanni Perfetti e Adriana Zini, rispettivamente curatore e direttore del Museo ed è promossa dalla Fondazione Casa di Enzo Ferrari in collaborazione con Diana Vachier presidente di American Pop Art Inc e Gerald Hartinger Fine Arts
L’artista di punta della Mostra è Steve Kaufman ( 29 dicembre 1960-12 febbraio 2010), colui che segnò il passaggio dalla Pop Art alla Neo Pop Art interpretando e perfezionando le tecniche apprese da Andy Warhol di cui fu il giovane assistente, nella Factory di New York alla fine degli anni ’70.
Recentemente Steve Kaufman ha ottenuto un grande riconoscimento in Italia con la mostra “POP ART IN TRIESTE, STEVE KAUFMAN THE FORMER ASSISTANT TO ANDY WARHOL” promossa dal Comune di Trieste nell’importante sede di Palazzo Costanzi dall’11 agosto al 22 settembre 2013. Nei quaranta giorni di apertura la Mostra di Trieste ha totalizzato ben 13.365 visitatori. Tra questi anche alcuni appassionati di Pop Art, giunti a Trieste dalla Slovenia, dalla Croazia, dall’Austria, dalla Germania, da Malta e addirittura dal Lussemburgo, appositamente per la mostra.

Fonte: Museo Casa Enzo Ferrari
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La nuova casa della più importante collezione di uova Fabergé

pubblicato il 22/11/2013 08:53:27 nella sezione "News"
"Viktor Vekselberg, oligarca russo alla guida della Renova Gruop il colosso di materie prime, energia e telecomunicazioni, adesso finanzia la creazione di una nuova casa per la sua speciale collezione di uova Fabergé

la Redazione

Il magnate russo si è guadagnato nel 2004 un posto d’onore nelle cronache dell’arte per aver acquistato ben nove uova Fabergé dall’editore americano Forbes prima che fossero battute all’asta da Sotheby’s, divenendo il più grande proprietario singolo di questi capolavori di gioielleria.

Oggi nel Palazzo Shuvalovsky a San Pietroburgo, Vekselberg, ha creato la nuova casa per le uova Fabergé e per la sua prestigiosa collezione, trasformando il palazzo in un Museo con esposizioni permanenti, con un investimento di 37 milioni di dollari destinati ad una profonda ristrutturazione dell’edificio che ha permesso anche il recupero degli antichi decori in legno pregiato che versavano in rovina.

Le uova rappresenteranno il nucleo centrale di una collezione che nel corso degli anni si è arricchita e oggi conta circa 400 opere tra gioielli, dipinti e icone, che il pubblico potrà ammirare dall'inizio di dicembre.

I Tesori Fabergé
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BILL VIOLA dialoga con le sale di Palazzo Te
lombardia (mantova) mantova

pubblicato il 21/11/2013 09:21:53 nella sezione "News"
"Secondo appuntamento con Il ciclo “La casa degli dei”. Un progetto ideato e promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova che invita esponenti internazionali dell’arte contemporanea a dialogare con gli spazi di Palazzo Te.

di L. SANFELICE (Arte.it)

Dopo aver inaugurato la sua attività con un’installazione di Fabrizio Plessi, dal prossimo 23 novembre e fino al 20 febbraio, l’iniziativa avvierà il suo secondo appuntamento ospitando nelle sale napoleoniche un’opera dell’artista multimediale Bill Viola che in un filmato di 10 minuti con inquadratura fissa e ralenti catturerà la caduta e la resistenza di un gruppo di 19 persone investite da un violento getto d’acqua.

L’opera, intitolata “The Raft” fa riferimento ad alcune scene affrescate da Giulio Romano nella Camera dei Giganti, straordinaria sperimentazione pittorica in cui i limiti architettonici si confondono in un dipinto ininterrotto che in origine coinvolgeva anche il pavimento per trascinare lo spettatore nel racconto della Caduta dei Giganti, puniti per la loro presunzione da Giove attraverso la furia degli elementi.

Fonte: Continua a Leggere ...
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Talent Prize 2013
lazio (roma) roma

pubblicato il 21/11/2013 08:53:39 nella sezione "News"
Roma- Casa dell'architettura
fino al 30 novembre 2013
"La Casa dell’Architettura inaugura sabato 16 novembre alle ore 18.00 la mostra TALENT PRIZE 2013 Premio Arti Visive. Premio dedicato ai giovani artisti ed organizzato per il sesto anno consecutivo da Guido Talarico Editore e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.

la Redazione

In occasione della collettiva, allestita da Vasco Forconi e Margherita Maccaferri, due giovani curatori dello Ied, verrà esposto il lavoro del vincitore Danilo Correale che con la fotografia dal titolo The visible hand, the future in their hands ha ottenuto il premio del valore di 10.000 euro. In mostra anche gli altri nove finalisti del concorso: per la sezione scultura Gabriele De Santis con Love Story 1960-1964, Antonio Guiotto con I love you (con 528Hz e 936 Hz) e Marco Morici con Studio per un’architettura fallita; per la sezione fotografia Niccolò Morgan Gandolfi con Untitled e Maziar Mokhtari con Former flour factory; per la sezione installazioni Giovanni Oberti con Senza titolo (archi di dama) e Maria Domenica Rapicavoli con Load displacement; per la sezione pittura Sara Enrico con Untitled (Jacquarad) e per la categoria video Riccardo Giacconi con Portrait de Dominique Fidanza dans sa maison en Suisse.
In mostra, inoltre, anche i lavori dei cinque premi speciali assegnati da Axa in Italia alla scultura di Daniele Franzella, senza titolo; da Metaenergia a Federico Gori con la sua installazione Giro Giro Tondo, dalla Casa dell’Architettura a Michela de Mattei con l’installazione Esperimenti d’innesto, da Inside Art alla fotografia di Giorgio Ialongo dal titolo Mi illumino d’incenso e da tutti gli utenti di Insideart.eu a Gianni Colangelo con la scultura Anatomia Meccanica.

Inoltre, grazie al partenariato culturale con la città di Lille sostenuto dall’ Istituto Francese, esporranno alla Casa dell’ Architettura i cinque artisti d’oltralpe dell’ Atelier Wicar che hanno ottenuto nel corso del 2013 una residenza d’artista nel nostro paese: Benoît Carpentier con la scultura Racing with the sunbeams – Garde Suisse; il duo Leonie Young e Mathilde Lavenne con la fotografia Expedition 1, Road S5, 41.954747,12.744843; David Gommez con la scultura Senza titolo, il duo AnaÏs Delmoitiez e Justine Pluvinage con l’installazione video Mirifique e Antoine Petitprez con la fotografia, Alberi.

Fonte: Casa dell'Architettura
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Muore Luciano Pivotto. Addio all'esponente dell'arte povera
piemonte (biella) biella

pubblicato il 20/11/2013 19:37:50 nella sezione "News"
"il mondo dell'arte perde il grande esponente dell'arte povera

la Redazione

Giaceva sull’asfalto in mezzo alla strada il corpo del noto pittore biellese Luciano Pivotto. Per l’artista 62enne non c’è stato niente da fare. I soccorritori lo hanno rinvenuto già senza vita: riverso a terra sopra a una macchia di sangue. Inizialmente si era pensato che a stroncarlo fosse stato un malore e che il sangue fosse dunque fuoriuscito in seguito al colpo rimediato cadendo.

Con il passare dei minuti, invece, si è fatta sempre più concreta l'ipotesi del suicidio, Pivotto si sarebbe gettato da una mansarda.

Sul posto sono intervenute due ambulanze, la polizia municipale e i carabinieri del nucleo radio mobile di Biella, ma ormai era troppo tardi per salvargli la vita.

Nato a Trivero nel 1951, Pivotto viveva e lavorava a Biella. Da tempo stava lottando contro un tumore. Le sue opere nel corso degli anni sono state esposte in numerose città italiane ed europee.Conservatore dei fondi fotografici della Fondazione Sella, recentemente si era legato al gruppo di artisti della galleria BiBox.

Fonte: laprovinciadibiella.it
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Corso specialistico sulla Pittura lombarda nel contesto europeo e delle scuole italiane
lombardia (milano) milano

pubblicato il 20/11/2013 19:22:40 nella sezione "News"
"Corsi Arte Antiquaria presenta un imperdibile corso specialistico sulla Pittura lombarda nel contesto europeo e delle scuole italiane, finalizzato ad una fusione tra la parte storico artistica e la visione tecnico scientifica dell’opera d’arte


Il corso con inizio Mercoledì 4 dicembre presso il Collegio Lombardo, offre un metodo di analisi applicabile a qualunque dipinto essendo fortemente indirizzato all'approccio per il riconoscimento degli autori. È suddiviso in due parti, quella storico-artistica tenuta da Daniela Mazzoletti e quella diagnostica affidata a Elena Chiesa. Questo corso presenta un importante elemento di novità poiché è didatticamente rivisto e orientato a connettere ancora meglio l'analisi storico-stilistica con l'approccio scientifico della diagnostica e delle tecniche artistiche, autore per autore andando a identificare addirittura la mano e la materia di ognuno, per acquisire un ancor più solido metodo di indagine pittorica. Un approccio totalmente rivoluzionario nella didattica della storia dell’arte ed è la prima volta in Italia che i dipinti vengono indagati e analizzati in questo modo all’interno di un insegnamento scolastico. Il nostro scopo infatti è quello di colmare la distanza che ancora oggi sussiste tra storico dell’arte che si muove su un piano prettamente teorico e tecnico dell’arte che invece si occupa esclusivamente degli aspetti materici, nell’ottica di riunire all’interno della stessa figura professionale sia competenze storico-artistiche sia abilità sotto il profilo tecnico-diagnostico, in modo da poter fornire tutti gli strumenti necessari per indagare e inquadrare un’opera a 360 gradi. Per ogni autore, ove possibile, verrà fornita indicazione sugli andamenti di mercato più recenti, sulla base dei risultati delle vendite all’asta. Per completare la formazione è prevista infine l’osservazione diretta di dipinti lombardi della prima metà dell’Ottocento in musei ed eventuali mostre sul tema

Consulta la lista dei Corsi:
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PITTURA ANTICA 2: Dalla seconda metà del secolo XVI alla metà del XVIII

DALL'IDEALE NEOCLASSICO ALL'ESTETICA ROMANTICA: L’arte in Europa dal 1789 al 1848

LA STAMPA D’ARTE

ARTE CONTEMPORANEA

STORIA DEL DESIGN

CERAMICA EUROPEA

GIOIELLI ANTICHI

ARGENTI EUROPEI

MOBILI EUROPEI 2: Storia del Mobile in Italia e in Europa 1770-1850

CORSO MONOGRAFICO. L’ANTICO CHE VERRÀ: I falsi miti nella storia del mobile

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Un Pinocchio di cristallo per celebrare il legame tra Collodi e Colle Val d'Elsa
toscana (siena) colle di val d'elsa

pubblicato il 19/11/2013 17:10:16 nella sezione "Fiere e mostre"
Colle di Val d’Elsa - Museo del Cristallo
22 novembre 2013 - 06 gennaio 2014

COLLODI, PINOCCHIO E CRISTALLO: UNA MOSTRA PER CELEBRARE IL LEGAME STORICO CON IL BURATTINO

"Colle di Val d’Elsa rende omaggio a Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi e “padre” di Pinocchio, che studiò nella città del cristallo dal 1837 al 1842, e che qui potrebbe aver tratto ispirazione per il nome del burattino e per la sua storia, conosciuta dai bambini di tutto il mondo.

la Redazione

L’appuntamento è con la mostra “Pinocchio – Cristallo & Colle di Val d’Elsa. Il collegamento tra Colle e Collodi”, che sarà inaugurata venerdì 22 novembre alle ore 17.30 al Museo del Cristallo in via dei Fossi, 8, alla presenza del sindaco di Colle di Val d’Elsa, Paolo Brogioni, del presidente del Consorzio del Cristallo, Giampiero Brogi e del dirigente nazionale della Fondazione Carlo Collodi, Daniele Narducci. Ad approfondire il legame fra Colle di Val d’Elsa, Collodi e Pinocchio - nome di una fonte e di una Costa esistenti nella città del cristallo nel periodo in cui Carlo Lorenzini frequentò Colle di Val d’Elsa per i suoi studi - sarà Meris Mezzedimi, già docente e storiografo colligiano. La serata si chiuderà con una degustazione di dolci preparati con ricette dell’epoca risorgimentale.

La mostra ruoterà attorno all’installazione del Pinocchio di cristallo, circondato da tanti piccoli burattini in cristallo realizzati su disegno di Duccio Santini, curatore dell’esposizione e direttore del Museo del Cristallo. L’omaggio a Collodi sarà completato da un’esposizione di tavole illustrate dallo stesso Duccio Santini e dedicate ai luoghi principali del racconto del celebre burattino, riscoprendo e valorizzando il legame con Colle di Val d’Elsa. Guardando le tavole, infatti, i visitatori potranno immaginare il giovane Carlo Lorenzini che percorre la Costa del Pinocchio per raggiungere Piazza del Duomo, nel cuore di Colle alta, dove aveva sede il seminario vescovile e dove lui studiò per 5 anni.

La mostra rimarrà allestita fino al 6 gennaio 2014, all’interno del cartellone di eventi natalizi che animerà la città valdelsana, e sarà aperta tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle ore 15.30 alle ore 17.30 e nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30.
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Wunderkammer: Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi
lombardia (milano) milano

pubblicato il 19/11/2013 12:57:39 nella sezione "Fiere e mostre"
Milano - Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d'Italia
15 novembre 2013 - 02 marzo 2014
"Wunderkammer: un percorso nel meraviglioso, tra arte antica e contemporanea, tra Piazza della Scala e via Manzoni a Milano. Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e il Museo Poldi Pezzoli, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, presentano la mostra autunnale: Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi.

la Redazione

L’esposizione, in programma dal 15 novembre 2013 al 2 marzo 2014, racconta i rapporti tra arte, natura e meraviglia attraverso il fenomeno delle Wunderkammern, le “stanze delle meraviglie”, nate in epoca tardo rinascimentale, le cui origini si possono rintracciare in alcuni musei privati italiani, dove si raccoglieva “il mondo che stava intorno”.

La mostra, a cura di Lavinia Galli, conservatore del Museo Poldi Pezzoli, e Martina Mazzotta, curatore della Fondazione Antonio Mazzotta, attraversa diverse situazioni e momenti della storia dell’arte, del collezionismo, della scienza e della filosofia, con un approccio multi-disciplinare, partendo dal Cinquecento per arrivare fino ai giorni nostri. Accostando a opere e manufatti cinque-seicenteschi di collezioni italiane presenze dell’arte contemporanea, la mostra intende stimolare il visitatore a rintracciare analogie, rimandi e corrispondenze tra i significati implicati nel multiforme e complesso fenomeno delle Wunderkammern, sgombrando il campo dalle ambiguità legate a questo termine, proseguendo la via intrapresa dalla storica dell’arte Adalgisa Lugli (1946-1995) nella Biennale veneziana su arte e scienza del 1986.

Inizialmente, furono principalmente scienziati e regnanti italiani, poi principi austriaci, tedeschi e boemi (l’area germanica e quella italiana sono i due poli in cui si realizzò il fenomeno delle Wunderkammern) a costituire delle raccolte in cui le scienze, la natura e le creazioni scientifiche e artistiche trovavano, per un secolo, un equilibrio di reciproca compenetrazione. Un fenomeno, questo, che si è ripresentato periodicamente nella storia del collezionismo come della creatività artistica, nell’arte del XX e del XXI secolo, e nello specifico di certe avanguardie, che si sono riappropriate di quel sincretico “sistema della meraviglia” che l’avvento dell’Illuminismo aveva rimosso.

La mostra si snoda nelle due sedi di via Manzoni e di Piazza della Scala: per la prima volta il Museo Poldi Pezzoli e le Gallerie d’Italia, situati nel cuore storico e più rappresentativo della Milano illuminata, si fondono in un unico percorso espositivo ed esperienziale.

Al Museo Poldi Pezzoli, tempio del collezionismo privato e custode di oggetti da Wunderkammer esso stesso, sono riunite per la prima volta insieme le raccolte enciclopediche dei bolognesi Ulisse Aldrovandi e Ferdinando Cospi e del milanese Manfredo Settala, evidenziandone anche i rapporti con il collezionismo dei Medici. Questo consente ai visitatori di scoprire come, dal Rinascimento all’Illuminismo, il collezionismo di naturalia fosse spesso integrato con quello degli oggetti d’arte, attraverso una selezione di opere di eccezionale qualità e valore storico.
In queste “stanze delle meraviglie”, gli elementi del mondo minerale, vegetale e animale venivano spesso combinati tra loro o integrati in raffinati capolavori di oreficeria e arti decorative in generale - gli artificialia - o addirittura accostati a oggetti stupefacenti e curiosità esotiche provenienti dal Nuovo Mondo.

Se al Poldi Pezzoli i pezzi contemporanei impongono un dialogo serrato con la storia, alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale milanese di Intesa Sanpaolo, la presenza di opere d’arte contemporanea si rivela preponderante.

La dispersione e la vendita delle Wunderkammern verificatasi con l’avvento dell’Età dei Lumi, evocate dalle opere di Emilio Isgrò ed Elisa Sighicelli, fa da preludio a una carrellata di opere di protagonisti dell’arte più recente. Le avanguardie dadaiste e surrealiste, poi le postavanguardie degli anni Sessanta-Ottanta, nonché molti artisti di successo dell’arte di oggi, hanno infatti riproposto la presenza del meraviglioso attraverso l’utilizzo di materiali eterogenei o accostamenti di naturalia e artificialia. Due sono i grandi temi che guidano il visitatore in un percorso che privilegia opere degli ultimi quaranta anni: una prima sezione permette di illustrare il desiderio di contenere “entro quattro pareti” (che si tratti di uno stipo, scatola, valigia o stanza), il repertorio esaustivo di un mondo. In questa sezione, sono presentate opere, tra gli altri, di: Alik Cavaliere, Giuliana Cuneaz, Marcel Duchamp e Emilio Isgrò. Una seconda sezione indaga invece il rapporto dialettico che intercorre tra arte e natura nella contemporaneità, tra homo faber e mondo naturale, un conflitto e al contempo un connubio la cui tensione costante e il cui continuo trasformarsi nel tempo si ammantano del colore cupo della melanconia. Che si tratti di melanconia o di sensation (questi i due grandi temi scelti), la natura si pone nell’arte di oggi come preziosa alternativa alla dimensione scientifico-tecnologica, consentendo di uscire dalla piattezza del quotidiano per rievocare arcane possibilità immaginifiche e meravigliose.
La natura come pericolosa e al contempo fonte inedita di meraviglia, di creatività e vita, viene indagata attraverso opere di: Damien Hirst, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Mario Merz e Studio Azzurro, tra gli altri.

La mostra è stata realizzata grazie a Eni, main partner dell’iniziativa, e Regione Lombardia.

Fonte: Gallerie d'Italia
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FRANCESCO CLEMENTE Frontiera di immagini
sicilia (palermo) palermo

pubblicato il 19/11/2013 11:34:14 nella sezione "Fiere e mostre"
Palermo, Palazzo Sant’ Elia
24 novembre 2013 - 04 marzo 2014
"La mostra nasce all’interno di un articolato progetto espositivo in progress dal titolo La Transavanguardia italiana, ideato da Achille Bonito Oliva in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e inaugurato nel 2011 dalla mostra collettiva omonima apertasi in Palazzo Reale a Milano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

la Redazione

Tra il 2011 e il 2012 il progetto ha coinvolto le maggiori istituzioni museali della Penisola in una serie di giornate di studio, cui hanno preso parte filosofi, critici e storici dell’arte, per poi articolarsi in 5 esposizioni personali dedicate ai protagonisti storici della Transavanguardia: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, tese a ripercorrere l’evoluzione nel tempo e gli esiti ultimi delle loro diverse personalità artistiche.
Il percorso espositivo segue la riflessione dell’artista e il suo procedere per cicli successivi di lavoro, nei quali i lunghi soggiorni in India e i viaggi in Europa, nei Caraibi, Egitto, Sud America, Giamaica danno vita a un vocabolario costantemente in divenire. Un grande laboratorio di ideogrammi ed emblemi apotropaici, in cui gli opposti convivono, di simbologie e associazioni spesso messe in scena dall'artista attraverso il proprio autoritratto, che dalla fine degli anni 70 costituisce la cifra della sua poetica.

Tra le opere presenti in mostra: il trittico Crown (1988, MAXXI-Museo delle arti del XXI secolo, Roma), che richiama la corona di spine, simbolo della passione di Cristo; Place of Power I (1989, Madre-Museo d’Arte contemporanea Donna Regina, Napoli), ispirato alle camere funerarie della Valle dei Re visitate dall'artista a fine 1986; i quadri della serie Tandoori Satori (2003-2004), che coniugano il Buddismo Zen e la cucina dell'Asia meridionale con le stilizzazioni underground della New York anni ottanta segnata dalla pittura di Keith Haring.

Fonte: MIBACT
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Fotografare le belle arti: Appunti per una mostra
lazio (roma) roma

pubblicato il 19/11/2013 09:16:33 nella sezione "Fiere e mostre"
Roma - Archivio Centrale di Stato
20 novembre 2013 - 05 dicembre 2013
"Un percorso all’interno dell’archivio fotografico della Direzione generale delle antichità e belle arti del Ministero della Pubblica Istruzione tra il 1860 e il 1970

la Redazione

Realizzata dall’ICCD ed allestita nei mesi di maggio e giugno negli ambienti del Museo dell’Istituto, la mostra è ora ospitata con qualche significativa integrazione dall’Archivio centrale dello Stato.
Essa propone una selezione di fotografie tra le oltre 300.000 stampe prodotte tra il 1860 e il 1975 dalla Direzione generale delle antichità e belle arti del Ministero della Pubblica Istruzione a corredo delle pratiche relative all’attività di tutela del patrimonio ambientale, archeologico, architettonico, artistico e storico nazionale.
Estrapolate nel passato dal fondo documentale conservato dall’ACS, le stampe fotografiche sono confluite nel Fondo MPI dell’ICCD per formare un catalogo per immagini dell’enorme patrimonio culturale italiano.

La scelta dell’Archivio centrale dello Stato quale sede espositiva della mostra intende richiamare l’unitarietà del fondo, documentale e fotografico, della Direzione generale antichità e belle arti: un primo passo verso la realizzazione di un ambizioso progetto di inventariazione che ricongiunga almeno virtualmente le due parti, arricchendo reciprocamente di inedite conoscenze sia la collezione fotografica che l’archivio documentale.

Fonte: MIBACT
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“Tra il serio ed il faceto” del Maestro Franco Venanti.
umbria (perugia) perugia

pubblicato il 16/11/2013 10:57:19 nella sezione "Fiere e mostre"
Sabato, 16 novembre 2013 alle ore 18:00 alla Galleria d'Arte Artemisia di Perugia, si aprirà l'evento ''TRA IL SERIO ED IL FACETO''dedicato ad una selezione di opere dagli anni 1950 ad oggi. La mostra sarà presentata dal Prof. Franco Bozzi.

L'artista

Ha iniziato a dipingere a 13 anni nella Bottega del pittore Adalberto Migliorati, dopo aver provato ad intraprendere gli studi giuridici, si dedicò all'arte.
Ha esposto nelle più importanti città italiane e all’estero. È stato invitato a rassegne nazionali e internazionali tra le più qualificate ottenendo importanti riconoscimenti. Sue opere figurano in numerose collezioni private e pubbliche, nazionali ed estere. Alcune presenze: Anatomia di un cappello, collezione d’Arte Moderna, San Marino; Il computer, raccolta d’Arte Moderna, Barcellona; Giovanna D’Arco, Collezione Ricci, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Ricci, Macerata; Viva la Rivoluzione, Collezione Kou & Saburo, Tokio; Folgorazioni d’amore, Galleria d’Arte Moderna, Santhià. Ha partecipato al Gruppo dei Vageri fondato da Lorenzo Viani.
Nel 1963 ha fondato a Perugia l’Associazione Culturale Luigi Bonazzi, insieme a Gerardo Dottori ed altri intellettuali perugini. Dal 1963 al 1974 fu Presidente dell'Associazione. Lo scopo principale della sua associazione era quello di far conoscere gli aspetti storici, scientifici, artistici dell'Umbria.

Insieme al fratello Luciano ha ideato l’Agosto Corcianese o anche chiamato Corciano Festival. Per circa 20 anni è stato consigliere dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale è Accademico di Merito. Ha pubblicato molti libri e pubblicazioni di grafica. Nel 1978 gli è stato conferito dal Comune di Terni il Valentino d’oro per meriti artistici.
Ha radunato attorno a sé numerosi studenti e neo-pittori che organizzano mostre in Umbria creando la bottega del Maestro Franco Venanti. L'intendo di questa bottega è di raccontare attraverso l'arte le memorie di una intera città e della sua comunità: Perugia e i Perugini. In quest'ottica Venanti vive la propria città in maniera profonda e riesce a mostrare nei quadri gli aspetti più affascinanti e allo stesso tempo contraddittori di Perugia.

Nel 1982 è stato nominato Commendatore e nel 1985 Grande Ufficiale dell' Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è stato insignito della Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte[4]. Successivamente il Comune di Perugia lo ha inserito nell’Albo d’Oro dei cittadini più illustri.
Nel 2005 è stato scritto un libro sulla sua vita e sul suo pensiero pittorico chiamato Un pittore sui sentieri dell'ignoto. Il libro esplora le esperienze biografiche inspiegabili del pittore e il suo modo d'intendere l'arte. In sintesi, gli autori del libro hanno creato la storia del pittore a partire dai racconti dello stesso insieme con le opinioni personali di Venanti sia sull'arte che sulla società moderna. Nel libro non mancano numerose conversazioni avute tra gli autori nella redazione del libro.
"« Non ho mai concepito l'arte a tema esclusivo, ma sfoghi molteplici. Certo, s'imboccano, volta per volta, strade diverse. Anche percorrendole sino in fondo, ci si può fermare sul ciglio per curiosare nelle vie traverse. Altrimenti ci si annoia o si diventa matti. Con la politica è la stessa cosa. Non sono un animale politico perché la mia animalità è istintiva e selvaggia, non meditata, mai utilitaristica e speculativa. Eppure parlo sempre di politica. Odio il potere. Chi sale su una sedia m'infastidisce per il solo fatto che si sceglie il piedistallo. Sono stato amico di guevaristi e preti scismatici. Nel gruppo culturale Bonazzi, che sciolsi nel '74, vissi attimi inebrianti di sfida e protesta. Ma diffido degli aggiustamondo di professione. E poi, alle volte, con raccapriccio, mi sorprendo in fragrante nostalgia di valori che una volta pensavo fosse giusto distruggere e che invece, forse, bisognava conservare. Almeno quelli eterni, che proteggono la nostra individualità, la nostra ansia di libertà e di civiltà. Così con le donne. Mi hanno sempre attirato, nel bene e nel male, quando le rinnego e quando le rimpiango, e quando le cerco di nuovo. Penso che le donne siano gli animali più pittorici, oltre che i più pittoreschi, che possano insegnare ad un artista il gusto di vivere e la voglia del misterioso. »


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Bios Vincent: ''Ma-donne'' contro la violenza
lombardia (como) como

pubblicato il 16/11/2013 10:19:33 nella sezione "Fiere e mostre"
"Protagonista della mostra, sarà l'installazione Ma-Donne: un esercito di 169 Madonne trafitte da chiodi, come martiri, come l'evidenza di una violenza identica e perpetrata nel tempo.

la Redazione

Inaugura sabato 30 novembre allo Spazio Culturale Ratti di Como la personale di BIOS Vincent MA-DONNE, una mostra che mette al centro la sacralità della donna violata dalle violenze.
Da sempre attento nella propria ricerca artistica alle tematiche sociali più importanti, BIOS Vincent torna a Como dopo essere stato invitato lo scorso anno proprio a proposito di un progetto legato alla violenza sulle donne, tema particolarmente caro al comune lariano.

Protagonista della mostra, che presenterà 3 installazioni e 12 pale d'altare dell'artista BIOS Vincent, sarà proprio l'installazione MA-DONNE: un esercito di 169 Madonne trafitte da chiodi, come martiri, che si pongono allo spettatore come l'evidenza di una violenza identica e perpetrata nel tempo.
Sono le donne che ogni giorno subiscono violenze dai propri uomini, mariti, amanti, padri e fidanzati, ma anche nei luoghi di lavoro, a scuola e più in generale nelle proprie città d'origine. Ma che comunque rimangono fiere e pure nel loro essere Madonne. Al centro una Madonna rossa e senza alcun segno di violenza sembra chiedere risposte allo spettatore. Uno stuolo di farfalle sorvola questo esercito femminile: l'opera dell'artista cinese Wang Pan, invitata da Bios Vincent, vuole essere un richiamo a quel processo di trasformazione che porta alla bellezza intesa come purezza, alla leggerezza e al pensiero. Un confronto tra culture diverse ma soprattutto il segno di un dialogo possibile tra uomo e donna.

L'opera MA-DONNE, infatti, non vuole essere un'installazione fine a se stessa, ma il punto di partenza per una riflessione aperta a tutti, dai semplici spettatori alle associazioni che operano per la difesa delle donne. E saranno le donne comuni le co-protagoniste della performance MA-DONNE. A partire dal giorno dell'inaugurazione, BIOS Vincent raccoglierà le foto di 169 donne che creeranno un esercito di Madonne in dialogo con quelle in gesso, fatte però di volti veri, segno di una società femminile che vuole mettere il proprio volto nella lotta contro la violenza. Sarà poi l'artista a intervenire su queste foto con degli spari: un gesto che vuole essere crudo e violento, di quella stessa violenza subìta dalle donne. Allo stesso tempo su queste immagini si poserà una farfalla come simbolo di cambiamento culturale e di speranza
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I “Desideri all’asta” in favore di Amnesty International

pubblicato il 15/11/2013 22:44:02 nella sezione "Aste"
"Continua fino al 10 dicembre 2013 l’asta benefica on-line in favore di Amnesty International, giunta alla tredicesima edizione grazie al gradimento di pubblico e al coinvolgimento di tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, della cultura e dello sport

la Redazione

Nel secondo lotto di “Desideri all’asta” gli appassionati di arte potranno contendersi l’opera ''Il deleterio manifestar delle sagome'' dell’artista Daniele Falanga o l’illustrazione Ero purissima di Alessandro Gottardo, alias Shout, firmata e numerata in originale. Per quanti fossero invece interessati a collezionare cimeli dei protagonisti della scena musicale italiana, sono in attesa di essere battuti al miglior offerente tanti lotti, come il casco rosso autografato di Max Pezzali, indossato durante la trasmissione Le strade di Max (Radio Deejay e Deejay TV). Inoltre, coloro che amano assistere agli spettacoli live e hanno sempre desiderato incontrare i loro beniamini nel backstage per scambiare due chiacchiere o scattare alcune foto non hanno che l’imbarazzo della scelta.

Amnesty International, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson e da sempre impegnata a combattere le violazioni dei diritti umani nel mondo, intende devolvere il ricavato di questa tredicesima edizione di “Desideri all’asta” a sostegno della campagna contro la violenza domestica e il femminicidio in Italia. In particolare, l’organizzazione si impegnerà per ottenere unalegge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne, per incrementare il numero dei centri accoglienza per donne vittime di violenza, per sostenere un adeguato coordinamento tra magistratura, polizia e operatori sociosanitari, per sensibilizzare la società civile e i media e per promuovere una rappresentazione non stereotipata della differenza tra generi.

Partecipa all’asta collegandoti al link di Ebay. Per tutti i lotti la base d'asta è di 1 euro! Iscriviti e rilancia sul prezzo.
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Itinerario tra i tesori nascosti delle Cappelle della città di Siena
toscana (siena) siena

pubblicato il 15/11/2013 22:07:09 nella sezione "News"
Siena - Santa Maria della Scala
8 dicembre 2013 - 6 gennaio 2014
"Dalle prossime festività dedicate all'Immacolata concezione sarà possibile visitare alcune tra le cappelle più celebri presenti all’interno della cattedrale del Santa Maria della Scala e a prestigiosi palazzi della città.

la Redazione

L’appuntamento, che si inserisce nel cartellone “Tutto il Natale di Siena” coordinato dal Comune di Siena con oltre cento appuntamenti in due mesi, permetterà ai visitatori di ammirare una preziosa antologia di stili, tendenze e gusti artistici ed architettonici attraverso un articolato percorso che si snoda nella via principale della città, muovendo da Piazza Duomo per giungere in Piazza del Campo.

Un itinerario alla scoperta di edifici di culto pubblici e privati a partire dalla cappella della Madonna del Voto, che si apre sul fianco destro della cattedrale e rappresenta un luogo di forte identità civica. Al suo interno opere di Gian Lorenzo Bernini, maestro indiscusso della scultura barocca in Italia, Ercole Ferrata, Antonio Raggi e il pittore Carlo Maratti. Voluta da papa Alessandro VII, della famiglia Chigi, la cappella deve il suo nome alla preziosa tavola duecentesca raffigurante la Madonna col Bambino, realizzata da Dietisalvi di Speme dopo la battaglia di Montaperti in onore della Vergine, protettrice di Siena e del suo popolo. Ai suoi piedi la statua bronzea della Riconoscenza realizzata nel 1918 da Arturo Viligiardi la cui copia in terracotta si trova nella Cappella di Palazzo Chigi Saracini. All’ingresso si trova il prezioso organo del XVII secolo, realizzato a Roma e trasferito per volere del pontefice nella nuova cappella.

Il tour prosegue all’interno dello Spedale del Santa Maria della Scala ove si trova la cappella del Manto, edificata nella seconda metà del XIV secolo per accogliere le preziose reliquie provenienti da Costantinopoli. Muovendo da Piazza Duomo verso Via di Città, si raggiunge Palazzo Chigi Saracini, sede dell’Accademia Musicale Chigiana. Sotto le volte a grottesche del cortile si apre, eccezionalmente per questa occasione, la piccola cappella di San Galgano, che Galgano Saracini fece costruire agli inizi del XIX secolo e dove furono collocate importanti opere acquistate durante la soppressione dei Conventi. Prima di raggiungere Piazza del Campo è prevista la visita a Palazzo Sansedoni, in via Banchi di Sotto, dove sarà possibile ammirare una preziosa cappella barocca, normalmente chiusa al pubblico, impreziosita dai bassorilievi in bronzo realizzati dal raffinato scultore e medaglista Massimiliano Soldani Benzi. Nell’occasione sarà visibile al pubblico anche la raffinata tavola quattrocentesca di Pietro degli Orioli rappresentante l’Adorazione dei Pastori. Giunti, infine a Palazzo Pubblico, sarà possibile ammirare la cappella dei Nove, vero gioiello dell’arte senese del XV secolo. Nel 1415 Taddeo di Bartolo affrescò le pareti con Storie della Vergine, mentre Domenico di Niccolò tra il 1415 e il 1428 intarsiò l’elegante coro ligneo con il simbolo del Credo Niceno. La cappella è provvista di un organo abbellito da ricchissime decorazioni e realizzato daGiovanni Piffero tra il 1519 e il 1523. Nel corso della visita, all’interno delle cappelle, sono previsti ascolti di brani musicali del XV, XVII e XIX.

L’obbiettivo del progetto è quello di far conoscere una serie di preziosi capolavori in un viaggio attraverso il genio e la creatività di pittori, scultori e architetti, impegnati nella decorazione e nella progettazione di questi piccoli templi. Un’opportunità straordinaria offerta ai visitatori che, con occhi del tutto nuovi, potranno ammirare questi preziosi luoghi sacri, cogliendo il profondo legame che unisce arte e culto pubblico e privato. Le visite guidate, solo su prenotazione gruppi, saranno affidate al Centro Guide di Siena e Provincia.

“Una vera e propria novità sia in termini di offerta che di promozione integrata della città – spiega Sonia Pallai, assessore alle politiche del turismo del Comune di Siena – Una sinergia senza precedenti che se i visitatori dimostreranno di apprezzare potrà costituire, senz’altro, la base operativa per nuovi progetti da costruire insieme. Oltre che un biglietto integrato per la città oggi nasce un vera e propria collaborazione integrata tra enti”.

L’evento è realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Siena, dell’Opera della Metropolitana e della Fondazione Monte dei Paschi e della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, è stato ideato da Vernice Progetti Culturali ed è organizzato da Opera Spa – Gruppo Civita.

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