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Stradivari venduto all’asta per 1,6 milioni di euro

pubblicato il 20/12/2013 12:41:51 nella sezione "Aste"
"Uno Stradivari, rubato e venduto dai ladri per soli 118 euro è stato battuto all’asta in Gran Bretagna per 1,6 milioni di euro.

la Redazione

Il violino, realizzato nel 1696, fu rubato insieme a due archetti alla violinista di origine coreana Min-Jin Kym alla stazione londinese di Euston nel 2010. La Kym aveva quel violino sin dalla sua adolescenza. Dopo il furto, stato ritrovato in una casa del centro di Londra lo scorso luglio, ma la violinista aveva già ottenuto un nuovo strumento. Tre persone finirono in galera per il furto.
Lo Stradivari è stato venduto alla casa Tarisio in un asta online per la cifra di 1,6 milioni di euro, incluso il premio di vendita, come informa AFP. La casa d’aste ha confermato che parte del profitto andrà alla British Transport Police che aiutò a trovare il prezioso strumento musicale. I ladri avevano infatti tentato di vendere lo Stradivari per 100 sterline, non lontano dal luogo dov’era stato prelevato. A commettere il furto una banda formata da giovanissimi: il ladro John Maughan, all’epoca 30enne, aveva fatto quattro anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole. Due teenager dell’età di 15 e 16 anni che parteciparono al furto erano finiti in riformatorio.
I violini realizzati da Antonio Stradivari (1644-1737), considerato da molti come il miglior realizzatore di strumenti musicali, sono molto rari e di valore. A oggi si pensa che ve ne siano ancora 600 in circolazione

Fonte: TAFTER
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Operazione "Art Gallery"

pubblicato il 20/12/2013 12:06:01 nella sezione "News"
"Nella notte i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova - Sost.Proc. Dott.ssa Gabriella DOTTO, hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal GIP di Genova per i
reati di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di opere d'arte e ricettazione. Sono tuttora in corso decine di perquisizioni in varie città italiane.

la Redazione

I provvedimenti sono scaturiti da una complessa attività investigativa che ha consentito di deferire in stato di libertà quindici persone e di sequestrare 181 dipinti falsi, per un valore di mercato di circa dieci milioni di euro. E' stato,inoltre, localizzato un laboratorio per la falsificazione delle opere d'arte.
Nel corso delle indagini, è stata cristallizzata una struttura organizzata attraverso la quale gli indagati erano riusciti ad immettere, nei canali leciti del mercato dell'arte contemporanea, le opere d'arte contraffatte corredandole, in molti casi, di fraudolente certificazioni di autenticità.
I dipinti falsificati realizzati e commercializzati riguardavano principalmente De Chirico, Dorazio, Schifano, Angeli, Nitsch, Kounellis, Prini, Boetti, Calzolari, Vasarely, Mambor. Gli arrestati sono soprattutto operatori di settore, alcuni dei quali avevano conosciuto direttamente gli autori apprendendone le tecniche pittoriche e le modalità esecutive. La struttura associativa, infatti, disponendo anche di opere autentiche ha potuto realizzare, grazie all'abilita' del falsario, le contraffazioni in grado di trarre in inganno numerosi esperti ed, in alcuni casi, addirittura le medesime fondazioni di riferimento degli artisti. Nella perquisizione presso il laboratorio, individuato durante le attività investigative, è stato sequestrato copioso materiale idoneo alla riproduzione di soggetti tipici degli autori sopracitati, tra cui: mascherine, ritagli in carta, stoffa,
matrici di lettere, numeri,simboli,timbri vari e non solo. E'stato altresì rinvenuto un vero e proprio archivio, contenente varia documentazione (ritagli di giornali, articoli, cataloghi) e fogli di carta lucida con riprodotte le firme degli artisti. Questo materiale, infatti, era stato accumulato nel corso degli studi certosinamente condotti dagli indagati sulle tecniche di realizzazione delle opere e sui tratti delle firme degli autori. Il tutto, ovviamente, era finalizzato alla realizzazione dei falsi. Le operazioni, condotte dai militari del T.P.C. in coordinamento con i carabinieri dei Comandi Provinciali di Genova, Torino, Milano e Pavia,sono ancora in corso.

Fonte: Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
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Il regalo di Natale del MIBACT

pubblicato il 19/12/2013 14:57:49 nella sezione "News"
"Per le festività natalizie” dichiara il Ministro Massimo Bray “abbiamo pensato di regalare ai visitatori italiani e stranieri una giornata da dedicare al nostro patrimonio storico-artistico, che permetterà a cittadini e turisti di scoprire luoghi ed opere d’arte del nostro Paese

la Redazione

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT) ha così stabilito che sabato 28 dicembre tutti luoghi d’arte statali vengano aperti gratuitamente per l’intera giornata. L’occasione, che incrocia il sesto appuntamento del calendario di “Una notte al Museo”, consente inoltre l’estensione dell’ingresso libero anche alla fascia oraria serale (20:00-24:00).

Grazie al successo registrato, l’iniziativa Una Notte al Museo, che avrebbe dovuto esaurire il proprio ciclo il 31 dicembre, ha intanto guadagnato una proroga dei termini fino a gennaio 2014. E il Ministero non esclude la possibilità di trasformare l'appuntamento mensile con la cultura in una manifestazione permanente.

Fonte: MIBACT

Immagine: Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini, 1622-1625, Galleria Borghese, Roma
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UN LUNGO VIAGGIO: Le crete di Marcello Aversa tra i tappeti della collezione Armani - Binecchio
emilia-romagna (piacenza) piacenza

pubblicato il 12/12/2013 10:02:43 nella sezione "Fiere e mostre"
"Un lungo viaggio Dalla creazione dell’uomo all’uomo che crea con la terra Le crete di Marcello Aversa tra i tappeti della collezione Armani - Binecchio

testo di Giovanni Gazzaneo

Vi è un livello raggiunto il quale l’artigianato diviene inequivocabilmente arte. I presepi e le scene sacre modellati in creta da Marcello Aversa con una perizia pari solo all’amore che egli porta per l’antica tradizione plastica italiana sono opere d’arte che hanno fra l’altro il pregio di conservare una freschezza d’ispirazione tutta popolare. Di dimensioni a volte piccolissime, esse catturano lo sguardo dello spettatore e spesso lo commuovono con il minuzioso, variato popolo delle loro figure rifinite, se necessario, con uno spillo; perché quello di Aversa – che vive e lavora in quel di Sorrento – è davvero un mondo miracolosamente sottratto alla fretta e alla solitudine di tanta modernità, e riconsegnato ad una sorta di socievole armonia tra individuo e creato, tra lavoro e piacere. Biffi Arte ha voluto che lavori così affascinanti fossero collocati entro una cornice altrettanto emozionante, e ha perciò scelto di impreziosire per l’occasione la Galleria con alcuni antichi tappeti di grande rarità e bellezza, appartenenti alla collezione di Achille Armani e Alberto Binecchio. Una mostra idonea, per la sua calda atmosfera, alle feste natalizie, ma che travalica i limiti consueti delle esposizioni di presepi con la sua ricchezza scenografica e la sua celebrazione di un talento artigianale altissimo.

Fonte: Biffiarte
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I Cento di via Margutta tornano a Natale
lazio (roma) roma

pubblicato il 10/12/2013 16:37:56 nella sezione "News"
Roma - via Margutta
12 dicembre 2013 - 15 dicembre 2013
"per le feste natalizie lo storico appuntamento con l'arte open air.

la Redazione

La tradizione di questa particolare mostra è nata nel lontano autunno del 1953, per iniziativa spontanea di alcuni pittori che nell’immediato dopoguerra si riunirono e decisero di dar vita e colore ad una strada che da sempre era stata il rifugio naturale di pittori, scultori, poeti, musicisti ed artigiani.
Gli oltre 100 artisti dell'associazione ''Cento pittori Via Margutta'' espongono le loro opere di pittura e scultura lungo la celebre strada, intrattenendosi in conversazione con i visitatori.

Immagine: Roberto Pinetta,2013
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Diacono dei collezionisti

pubblicato il 06/12/2013 12:00:00 nella sezione "Mercato dell'arte"


Essere un gallerista d'arte contemporanea non significa solo vendere. La scelta degli artisti da trattare passa attraverso un iter di contatti umani, discorsi, coinvolgimenti affettivi che travalicano in sintonia culturale e viceversa. E a volte chi arriva a vendere lo fa perché, avendo iniziato come critico, trova ipocrita fare solo il traduttore in parole di oggetti e immagini che ama. Si vuole fare committente per dare agli artisti che ritiene degni di nota non solamente un appoggio morale, ma anche un supporto per sopravvivere e una mediazione verso i musei e le mostre: senza l'appoggio di una galleria non si va lontano, e questa deve essere oltretutto una struttura che non si ferma al commercio ma si propone come una garanzia di qualità. Un percorso esemplare in questo senso è quello che ha fatto Mario Diacono (Roma 1930), testimoniando come certi dilemmi non siano cosa di oggi ma siano nati nel secondo Novecento. Segretario personale di Giuseppe Ungaretti per sette anni, amico di letterati come Pierpaolo Pasolini e Sandro Penna, vicino a critici come Cesare Vivaldi ed Emilio Villa, Diacono conobbe tutta la Roma attiva negli anni Cinquanta e Sessanta: quella della leggenda, dove ci si incontrava al Bar Rosati di Piazza del Popolo e si viveva un dopoguerra fatto di senso di rinascita ma già vicino a un crinale decadente.
Nella sua lunga attività, volutamente raffinata e defilata, Diacono è passato dalle visite compulsive allo studio di Kounellis, dalle frequentazioni con Twombly e Schifano, a quando aprì le sue molteplici gallerie a Bologna, Roma, New York, Boston e quindi a un mondo che includeva Jon Jonas, Vito Acconci, Richard Serra e tutta la rivoluzione linguistica che venne dopo la pop art e in opposizione a essa.
Poeta egli stesso, nella sua prima attività di critico iniziò a usare un linguaggio tutto suo: senza maiuscole, fratto, intellettuale, volutamente secco. Una scrittura creativa che era anche figlia dell'ermetismo, dell'idea di contaminare il senso con l'immagine stessa della scrittura, con il ritmo delle parole che doveva ricostruire quello di un'opera o di un incontro. Un libro edito da Postmediabook, con una postfazione a cura di Laura Cherubini, raccoglie ora i suoi scritti maggiori dagli esordi a Roma e a Milano fino alla fuga americana dopo un invito a insegnare a Berkeley.
La scrittura, concepita come «funzione specchiante della parola di fronte alle arti figurative», non venne mai abbandonata ma si fece più pratica e descrittiva, da un lato, e dall'altro più vicina agli standard accademici anglosassoni. Favorito dal fatto di dovere usare l'inglese in prima persona o di essere comprensibile a un traduttore, il discorso diventa più piano anche se non per questo meno complesso. Anzi: l'autore descrive i processi creativi di Robert Morris o di Vito Acconci, il primo che compatta la forma rendendola minimale, il secondo che sonda la struttura del comportamento. Nel far questo è obbligato ad abbandonare un andamento impressionistico per abbracciare una disamina logica strutturata.

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Fonte: www.ilsole24ore.com
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Ferdinand Van Kessel, pittore olandese

pubblicato il 06/12/2013 12:00:00 nella sezione "Artisti"
Ferdinand van Kessel (Breda, 1647 – Breda, 1696)(alcune fonti lo vogliono nato ad Aversa)


Pittore olandese, ebbe come maestro il padre Jan van Kessel il vecchio, seguendone inoltre, nella carriera futura, temi e caratteristiche tecniche. Generalmente lo si considera inferiore al genitore per quanto riguarda i risultati della sua pittura, per la chiarezza del disegno e la purezza dei colori. Fu accolto alla corte di Giovanni III di Polonia, nella quale gli furono commissionate numerose opere; si specializzò in paesaggi, dipinti floreali e naturali con animali, tanto che le figure umane nei suoi dipinti venivano spesso eseguite da altri autori, e lui stesso forniva aiuto per tali particolari per i quali eccelleva.


Le sue opere nel nostro catalogo

Ritratto di Gentiluomo
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Edolo Masci e il "Cliché-Verre"
abruzzo (pescara) pescara

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Artisti"
Centocinquant’anni dopo il brevetto, dopo i primi esempi magistrali di Corot e 83 anni dopo l’Eggbeater di Man Ray, la curiosità d’artista e la passione d’incisore condussero Edolo Masci a sperimentare questa rara tecnica, incidendo o dipingendo le lastre di vetro, perspex, e acetato, anche di grande formato (cm 50x70 circa), con la punta, il pennello e lo stilo in legno di bosso, il tampone e la carta abrasiva, sfruttando tutte le possibilità delle matrici e delle tecniche d’esecuzione, tenendo conto, sempre, anche delle fasi di stampa. Nella letteratura artistica il termine cliché-verre indica sia la lastra eseguita a mano dall’artista sia la stampa che né deriva. La matrice è una lastra di vetro, oggi anche di altro materiale trasparente, annerita, sulla quale l’artista traccia con una punta, similmente all’incisore per l’acquaforte, mettendo a nudo il vetro e ottenendo, così, un negativo. Tali lastre vengono poi stampate, su carte sensibili, con procedimenti che sfruttano l’azione della luce (solare o elettrica).
"Dai primi anni Novanta Edolo Masci lavorò con la luce, elemento fondamentale di questa tecnica; lavorò con le colle, gli sviluppi e i pigmenti usati in pittura. E qui è l’originalità dei clichés-verre di quest’artista, ampiamente stimato e considerato per la sua figurazione poetica e sintetica, fin quasi astratta.

Il cliché-verre, rara stampa d’arte, poco conosciuta anche tra gli addetti ai lavori, è nata nel XIX secolo, più o meno contemporaneamente in Francia e nel mondo anglosassone. Ha dato vita a risultati sperimentali ma di grande pittoricismo e fascino poetico. Come spesso accade, questa tecnica è stata avvicinata, quasi sempre, dai maggiori artisti, quelli più curiosi, più sperimentatori, da Corot, che ne ha eseguiti 66, a Delacroix, che ne ha eseguito solo uno. Dopo essere stato impiegato da Corot (negli anni 1853-1874) e dai pittori della Scuola di Barbizon, a causa della fragilità delle lastre, il cliché-verre è stato abbandonato quasi completamente. Agli inizi del XX secolo l’artista che ha ripreso la tecnica è stato Man Ray (che ne ha realizzati circa 28) seguito da Max Ernst (19), Brassaï (12) e naturalmente Picasso (5).
"La mostra ed il libro “Edolo Masci, Clichés-Verre” verranno presentati presso la storica Libreria-Galleria “Al Ferro di Cavallo” di Roma, sita in Via del Governo Vecchio n.7, nel giorno di sabato 9 Maggio 2009, dalle ore 17:30.

Le librerie ed i libri, “luoghi” cari ad Edolo Masci, che da curioso ed accanito lettore divenne fine e colto bibliofilo, come anche ricorda il grande mercante d’arte Giuseppe Zanini nei suoi ritratti d’artista: ZANINI G., Edolo Masci, Un Volto del Novecento, da De Chirico a Campigli, La Collezione Zanini; Mazzotta, Milano, 2004, pag.36.
quot(“Al Ferro di Cavallo” e gli artisti, un amore che ha superato il mezzo secolo, da quando Agnese De Donato e Gina Severini inaugurarono lo spazio, come riporta un cronista del quotidiano “Il Tempo”, il primo Novembre 1957: È questo un negozio del tutto particolare che, aperto di proposito nelle immediate vicinanze della Accademia di Belle Arti e del Liceo Artistico, vuole essere soprattutto un ritrovo di artisti. E dove la politica passava per il "Que viva a Fidel Castro!" che vide Giuseppe Capogrossi, Fabio Mauri, Mimmo Rotella, Gastone Novelli, ed altri ancora, esporre nel 1961 per il Lidér Maximo.)
Amore continuato con Sergio Mazzocchi, Lena Salvatori e Peppe Orlandi che hanno portato avanti il “Ferro di Cavallo” dal 1982 fino ad oggi, dove Giuseppe Gallo fece la sua prima mostra e qui conobbe Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Claudio Bianchi e Nunzio: stava nascendo la Nuova Scuola Romana.

Uno spazio di promozione libera dell´arte tra i libri, dove nel 1985 venivano esposte le, allora pionieristiche, "Immagini al computer" di Paul Thorel.

Un luogo che ha offerto la possibilità ai giovani che studiavano all'Accademia di esporre il loro lavoro, spesso “Al Ferro di Cavallo” hanno tenuto la prima mostra personale artisti oggi riconosciuti nell'arte come Alessandra Giovannoni, Paolo Picozza, Maurizio Pierfranceschi, Enrico Pulsoni, Enzo Scolamiero ed altri.
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Il restauro ligneo secondo le regole dell'arte

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Restaurare"


Uscito da pochi mesi il manuale tratta le varie fasi operative del restauro ligneo in forma chiara ed essenziale, e descrive sia le esperienze di artisti e artigiani del passato sia quelle di quasi trent'anni di lavoro e di insegnamento dell'autore. Rivolto sia a chi dell'arte del restauro voglia farne una professione sia all'amatore che desideri procedere nel rispetto delle regole di questa disciplina, il testo consente di approfondire le conoscenze basilari che deve possedere un buon restauratore: artistica, chimica, alchemica ed ebanistica. La comprensione degli argomenti trattati è facilitata dalla presenza di numerosi disegni esplicativi e da schede riassuntive che forniscono quadri sintetici del percorso evolutivo tecnico-costruttivo, tipologico-formale, storico-stilistico e ornamentale. Chiude il volume un utile glossario e un dettagliato indice analitico.


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Raro Rolex venduto a Londra dalla Casa d'Aste Bonhams per 114.000 euro

pubblicato il 02/12/2013 12:00:00 nella sezione "Modernariato"
Il Lotto n.378
Rolex. Un acciaio inossidabile carica manuale cronografo da polso raffinato e raro insieme con scatola e originale libretto di garanzia

Venduto il 2 agosto 1973, questo gioiello di orologio da polso è con carica manuale movimento cronografo regolabile su tre posizioni e firmato Rolex Oyster Cosmograph e numerato sul retro 6239, bracciale Oyster con la data 1971 , numerato 7835 19. Quadrante e movimento firmato 37 millimetri.
Venduto per 114.000,00 € (97.250 £)
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