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Galleria degli Uffizi: restaurato l’Autoritratto di Gaetano Chierici grazie a “Mercurio” e agli “Amici”
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 28/02/2014 16:29:16 nella sezione "News"
"Nel periodo natalizio - dal 27 al 29 dicembre 2013 e dal 3 al 6 gennaio 2014 - le guide professioniste dell’Associazione Mercurio per la sesta volta hanno svolto gratuitamente vari turni di visita, in italiano e in inglese, per la loro iniziativa “Regalati un restauro”.

la Redazione

Durante la 13a edizione de “I mai visti”, la mostra di fine anno alle Reali Poste che quest’anno era intitolata quest’anno Dietro Front – Il lato nascosto delle collezioni, le guide hanno raccolto donazioni a favore degli Amici degli Uffizi per eseguire il restauro di un’opera della Galleria.
Quest’anno è stato scelto l’Autoritratto del pittore reggiano Gaetano Chierici (1838-1920) – che era esposto nella mostra - curiosamente dipinto su una tavolozza con i colori a vista sul retro, che ha notevolmente stimolato la curiosità dei visitatori.
Il dipinto è firmato in basso a sinistra (e datato 1881) ed è inserito in una cornice di pregio. L’ingresso dell’opera nella Collezione degli Autoritratti degli Uffizi nel 1914, tra l’altro ribadiva il legame tra Chierici e Firenze, dove l’artista aveva svolto studi artistici presso l’Accademia delle Arti e del Disegno e dove aveva trovato moglie.
L’operazione di restauro ha visto protagoniste Elisabetta Bianco e Luisa Landi ed è stata oggi presentata alla presenza di Cristina Acidini (Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze), Antonio Natali (Direttore della Galleria degli Uffizi), Maria Vittoria Rimbotti (Presidente degli Amici degli Uffizi), Giovanna Giusti (Direttore del dipartimento pittura dell'Ottocento, dell'arte contemporanea e degli arazzi della Galleria degli Uffizi) e Carla Lucatti (Presidente dell’Associazione guide Mercurio).
Ancora una volta l’iniziativa “Regalati un restauro” ha dimostrato l’affetto per la Galleria sia da parte delle guide, sia dei partecipanti alle visite, contribuendo concretamente alla conservazione del suo enorme patrimonio e allo stesso tempo contraccambiare il regalo che gli Uffizi e gli “Amici” fanno ogni anno alla città con la mostra alle Reali Poste.
Determinante per la riuscita dell’iniziativa è stata l’adesione di tutte le Sezioni Soci della Coop di Firenze: i partecipanti sono stati quasi 350 per un totale di quasi 1900 euro di offerte raccolte.
Come negli anni passati l’Associazione Mercurio ha dedicato questo restauro all’Elettrice Palatina, colei che ha salvato gran parte del patrimonio degli Uffizi e di altre istituzioni fiorentine e che è stata commemorata appena dieci giorni fa.

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Christie’s: in asta le stampe di James Ensor

pubblicato il 28/02/2014 08:48:36 nella sezione "Aste"
Cristie's - Londra, King Street
19 Marzo 2014

"Il prossimo 19 Marzo a Londra Christie’s dedicherà una vendita alle stampe di James Ensor provenienti dalla collezione di Mira Jacob.

la Redazione

Si tratta di un’importante raccolta comprensiva delle maggiori opere dell’artista, per un totale di 161 lavori realizzati tra il 1886 e il 1931. Tra esse vi sono molte prove colorate a mano, alcune opere rarissime e altri soggetti importanti stampati dall’artista stesso.
La collezione è stata accuratamente messa insieme dalla gallerista e collezionista parigina Mira Jacob e fornisce una visione unica dei temi chiave dell’arte di Ensor, che spazia dai paesaggi tranquilli alla satira graffiante, dagli incubi simbolisti popolati di scheletri, angeli e demoni, alle scene della vita di Cristo.

La vendita della collezione, complessivamente stimata in £1 milione, sarà una grande opportunità per tutti i collezionisti nuovi e affermati.


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Vuoi Vendere oggetti antichi, vintage o di arte contemporanea

pubblicato il 27/02/2014 09:45:45 nella sezione "Antiquariato"
"Per chi sta cercando specialisti di settore per vendere oggetti antichi, vintage o di arte contemporanea

la Redazione

All'interno del nostro giornale potrai consultare le schede tecniche con i recapiti di contatto delle più importanti Gallerie, Antiquari e Case d'Asta d'Italia.
Effettua una ricerca sul nostro data base tramite la tendina sulla destra e trova la Galleria, l'Antiquario o la Casa d'Aste più vicina alla tua città.

Galleristi

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Ghilli Antichita': “MI Fido DI TE”
lombardia (milano) milano

pubblicato il 27/02/2014 09:00:06 nella sezione "News"
Milano- Ghilli Antichità
08 maggio 2014 - 18 Maggio 2014

" La Ghilli Antichità di Milano, ha decisso di dedicare una mostra mercato ai più fedeli amici dell'uomo

la Redazione

Per gli amanti dell’arte e dei nostri amici più fidati a quattro zampe, dall’8 al 18 maggio presso la splendida cornice della galleria Ghilli Antichità, a Milano in via Ampere 55, avrà inizio una mostra mercato “MI FIDO DI TE” – Oggetti d’arte che raccontano il migliore amico dell’uomo, dalle ore 9 alle ore 19, con orario continuato.
Si potranno ammirare dipinti ad olio ed a tempera, disegni ad acquarello ed a gessetti, bronzi, ceramiche, cartapeste di diverse provenienze ed epoche.
Per chi non potrà presenziare ci sarà comunque la possibilità di visionare l’evento tramite la visita del sito.


"Ghilli Antichità. L'arte del passato nel nostro presente. E' uno spazio ove soddisfare l'esigenza della ricerca del bello. La visita al negozio offre agli amanti dell'Antiquariato un'esposizione ricca di oggetti d'Arte, raffinata ambientazione, professionalità e cortesia di modi, lo rendono un luogo speciale.


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Bolaffi: due giorni di valutazione gratuita a Firenze
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 27/02/2014 08:48:43 nella sezione "News"
Firenze- Grand Hotel Baglioni
27 e 28 febbraio 2014
"Esperti di arte e antiquariato, libri antichi, filatelia e numismatica saranno a disposizione per stime gratuite. Gli oggetti più preziosi potranno essere inseriti nelle prossime ASTE BOLAFFI di maggio e giugno.

la Redazione

Le valutazioni verranno effettuate dalle ore 9,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,30. Si consiglia di fissare un appuntamento contattando Alberto Ponti o Chiara Pogliano presso la Direzione Generale di Torino.


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Frida Kahlo ''L’arte, il mito'': due importanti mostre a Roma e Genova
lazio (roma) roma

pubblicato il 27/02/2014 08:38:34 nella sezione "Fiere e mostre"
Roma – Scuderie del Quirinale
20 marzo 2014 – 31 agosto 2014

"Roma e Genova presentano con un progetto congiunto e integrato due importanti mostre incentrate sull’opera dell’artista messicana Frida Kahlo.

la Redazione

La mostra romana, alle Scuderie del Quirinale, dal 20 marzo al 31 agosto 2014, indaga Frida Kahlo e il suo rapporto con i movimenti artistici dell’epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, analizzandone le influenze sulle sue opere.
La mostra genovese, Frida Kahlo e Diego Rivera, a Palazzo Ducale, dal 20 settembre 2014 al 15 febbraio 2015, prosegue il racconto iniziato, analizzando l’universo privato di Frida, un universo di grande sofferenza, al centro del quale sarà sempre il marito Diego Rivera, delineando un rapporto che lascerà enormi tracce nella sua arte.

Non vi è dubbio che il mito formatosi attorno alla figura e all’opera di Frida Kahlo (1907-1954) abbia ormai assunto una dimensione globale; icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, marchio di culto del merchandising universale, seducente soggetto del cinema hollywoodiano, Frida Kahlo si offre alla cultura contemporanea attraverso un inestricabile legame arte-vita tra i più affascinanti nella storia del XX secolo. Eppure i suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata a fuoco dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all’età di 17 anni. La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono.

Fu proprio lo spirito rivoluzionario che portò alla rivalutazione del passato indigeno e delle tradizioni folkloriche, intesi come insopprimibili codici identitari generatori di un’inedita fusione tra l’espressione del sé e il linguaggio, l’immaginario, i colori e i simboli della cultura popolare messicana. Allo stesso tempo Frida è un’espressione dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza culturale del suo tempo e lo studio della sua opera permette di intersecare le traiettorie di tutti i principali movimenti culturali internazionali che attraversarono il Messico del suo tempo: dal Pauperismo rivoluzionario all’Estridentismo, dal Surrealismo a quello che decenni più tardi avrebbe preso il nome di Realismo magico.


Frida Kahlo, Autoritratto con vestito di velluto, 1926
La mostra intende riunire attorno ad un corpus capolavori assoluti provenienti dai principali nuclei collezionistici, opere chiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. Completa il progetto, una selezione dei ritratti fotografici dell’artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta, indispensabile quanto suggestivo complemento all’arte di Frida Kahlo sotto il profilo della codificazione iconografica del personaggio.
Se infatti la mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi ancora debitori della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell’arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta (Edward Hopper, Charles Sheeler, Georgia O’Keefe) alle componenti ideologico-politiche ispirate dal muralismo messicano (Rivera, Orozco), è il tema dell’autorappresentazione a prevalere in questo progetto di mostra, sia in rispetto del peso numerico che il genere “autoritratto” assume nella produzione complessiva dell’artista, sia – e soprattutto – per lo specialissimo significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del “mito Frida”.

La progettazione della mostra e del catalogo è affidata alla cura di Helga Prignitz-Poda, accreditata specialista dell’opera di Frida Kahlo, autrice con Salomon Grimberg e Andrea Kettenmann del catalogo ragionato dell’artista nel 1988.


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Aspettando il TEFAF: La Galleria Antonacci - Lapiccirella Fine Art - intervista alla dott.ssa Francesca Antonacci
lazio (roma) roma

pubblicato il 26/02/2014 09:29:45 nella sezione "Fiere e mostre"
"Acclamata, desiderata ed aspettata con impazienza: stiamo parlando del TEFAF la più grande ed importante fiera del mondo dedicata agli oggetti d'arte di tutte le epoche

di Linda Coppi

Il TEFAF che si svolge annualmente a Maastricht, come è noto nel mondo degli addetti ai lavori, seleziona rigidamente gli espositori che possono parteciparvi. Quest'anno l'Italia conta una Top 16 di nomi eccellenti. Il nostro giornale ne ha selezionati tre a cui rivolgere le domande: Antonacci - Lapiccirella; Tornabuoni e Moretti. Questo mercoledì l'intervista alla dott.ssa Francesca Antonacci

"Possiamo dire che la vostra galleria è una veterana di questa importante e prestigiosa manifestazione, può raccontare ai nostri lettori cosa è per lei, amante dell’arte, il TEFAF?


"Il TEFAF è una mostra di altissimo livello qualitativo e organizzativo che raduna i migliori antiquari del mondo in ogni settore. E' una mostra dove il collezionista può soddisfare la propria passione e curiosità e fare acquisti sicuri forte di un vetting serio e molto competente composto da curatori di musei internazionali, critici d'arte, esperti. La prova sta nel fatto che alcune tra le più importanti collezioni private degli ultimi anni sono state formate con acquisti fatti in gran parte al TEFAF."

"Cosa significa per un espositore partecipare a questo grande evento?


"E' sicuramente motivo di orgoglio ma anche di grande impegno consapevoli del fatto che la 'vetrina' TEFAF è la più importante e prestigiosa del mondo."

"Su quali epoche avete puntato e quali le opere che la vostra Galleria d'arte ha selezionato per l’esposizione del TEFAF?


"Abbiamo selezionato opere che vanno dal XVII secolo ai primi del XX secolo quasi tutte provenienti da collezioni private. Posso segnalare un rarissimo gruppo di 7 disegni di Canaletto provenienti dalla collezione Corniani- Algarotti, un dipinto di Giovanni Boldini 'Marchese Boncompagni, Principe di Venosa' del 1914, un pastello di Marino Marini 'Cavallo e Cavaliere', del 1952, un acquerello di Ippolito Caffi 'Carnevale a Roma' del 1847 ed un gruppo di '12 disegni d'anatomia presso il vero' di Vincenzo Camuccini databili tra il 1786 e il 1788.

Ringraziamo la dott.ssa Antonacci per la sua cortesia e ci congediamo augurandole grandi affari alla fiera

La Galleria Francesca Antonacci

Immagini:

Giovanni BOLDINI (Ferrara 1842 - Parigi 1931)
Ritratto del Marchese Boncompagni principe di Venosa, 1914
Olio su tela, cm 130x95
Firmato e datato in basso a sinistra: Boldini 1868 / 1914
Provenienza: Torino, collezione Accorsi; Torino, collezione privata; Roma, collezione privata.
Exhibition: Boldini, curato da Ettore Camesasca, Alessandra Bargogelli, catalogo della mostra, Milano, Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 22 Marzo - 14 Maggio 1989, Milano, Mazzotta, 1989.
Bibliografia: Boldini, curato da Ettore Camesasca, Alessandra Bargogelli, catalogo della mostra, Milano, Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 22 Marzo - 14 Maggio 1989, Milano, Mazzotta, 1989, pag. 211, tavola 142. C.L. Ragghianti e E. Camesasca, L’opera completa di Boldini, Milano, Rizzoli, 1970, p. 129, tav. 527; F. Dini e P. Dini, Giovanni Boldini 1842-1931. Catalogo ragionato, Torino, Allemandi, 2002, p. 558, tav 1087

Ippolito CAFFI (Belluno 1809- Lissa 1866)
Il Carnevale a Roma
Tempera e guazzo su carta pesante, cm 31 x 39
Firmato e datato in basso a destra: Caffi 1847
Esposizioni: Caffi. Luci del Mediterraneo, a cura di Annalisa Scarpa. Roma, Museo di Roma - Palazzo Braschi, 15 febbraio - 2 maggio 2006.
Bibliografia: Caffi. Luci del Mediterraneo, a cura di Annalisa Scarpa. Roma, Museo di Roma - Palazzo Braschi, 15 febbraio - 2 maggio 2006, pag. 16

Marino Marini (1901-1980)
Cavallo e cavaliere, 1952
inchiostro nero e pastello su carta, 1952
Firmato in basso a destra: Marino 52

Antonio Canal detto il Canaletto (Venezia 169- 1768)
Santa Marta, 1758 c.
penna e inchiostro bruno, tracce di matita su carta, mm 175 x 282

Vincenzo CAMUCCINI (Roma 1771 – 1844)
Disegno miologico. Collo, dorso, spalla, braccio, regione glutea
Sanguigna, matita nera e carbone su carta bianca, mm 296x436
Bibliografia: P. Salvi, «Labyrinthos», 39/40, 2001, p. 131 (cat. 37).

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Oggetti da Collezione: Investire in Orologi d'Epoca

pubblicato il 26/02/2014 08:43:53 nella sezione "Mercato dell'arte"
"Orologi d'epoca come forma d'investimento: parliamo di Rolex in edizioni limitata, di Vacheron & Costantin retrò e di Cartier senza tempo

la Redazione

Oggetti di grande fascino di per sé, tanto più se usati da figure come stelle del cinema o altri personaggi famosi degli anni Cinquanta o giù di lì o oggetti più antichi, e quindi non da polso, ma caratterizzati da un fascino lontano. Certamente, acquistare orologi di marche storiche importanti è semplice, più difficile è puntare solo su prodotti altamente selezionati, per qualche motivo "speciali", oppure orologi di epoche precedenti e dunque davvero antichi, che possano un domani rivelarsi un investimento solido. Tuttavia, il mercato è molto serio ed i prezzi di mercato sono ben precisi, per cui le case d'aste vedono oggi anche in tale settore un notevole fermento, e questo tipo di investimento diventerà sempre più diffuso tra chi cerca un rifugio sicuro per il proprio denaro.

Un'idea di questi particolari investimenti, per un'oggetto definibile di modernariato,ci è data da una delle aste 2013 dove è stato venduto a Londra dalla Casa D'Aste Bonhams un Rolex in acciaio inossidabile con carica manuale e cronografo da polso insieme con scatola e originale libretto di garanzia, per ben 114.000,00 euro!

Raro Rolex venduto a Londra da Bonhams


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Il Duomo di Siena riapre la sua PORTA DEL CIELO
toscana (siena) siena

pubblicato il 25/02/2014 17:51:28 nella sezione "News"
Siena - Opera del Duomo
1 marzo 2014 - 6 gennaio 2015

"Il Duomo di Siena riapre la sua “Porta del Cielo”. Dal primo marzo è possibile ammirare nuovamente la sommità dell’imponente fabbrica. Il percorso, aperto per la prima volta la scorsa primavera, ha permesso di accedere ad una serie di locali mai aperti al pubblico ed utilizzati solo dalle maestranze dirette dai grandi architetti che si sono avvicendati nei secoli.

la Redazione

Dopo la grande affluenza di pubblico italiano e straniero della passata stagione, il Rettore dell’Opera della Metropolitana, Mario Lorenzoni, ha promosso anche per l’anno in corso, l’apertura straordinaria della Porta del Cielo.
Si accede al percorso attraverso la magnifica facciata, la quale è fiancheggiata da due imponenti torri terminanti con guglie di svariate forme che si proiettano verso l’alto. All’interno di queste si inseriscono scale a chiocciola, quasi segrete perché nascoste alla vista dei visitatori, che portano ai tetti del Duomo. Una volta giunti sopra le volte stellate della navata destra si inizia un itinerario riservato a piccoli gruppi, accompagnati da un’esperta guida, che riserva una serie di scoperte ed emozioni. Sarà infatti possibile camminare ‘sopra’ il sacro tempio e ammirare suggestive viste panoramiche ‘dentro’ e ‘fuori’ della cattedrale. Saranno aperte al visitatore le multicolori vetrate di Ulisse De Matteis con la rappresentazione degli Apostoli, dalle quali i turisti si affacceranno all’interno della cattedrale con la vista del pavimento, dei principali monumenti scultorei e dell’interno della cupola con il ‘Pantheon’ dei santi senesi, i quattro Patroni, santa Caterina e san Bernardino, i ‘giganti’ dorati che proteggono dall’alto la comunità dei fedeli. Si percorre dunque il ballatoio della cupola dal quale sarà possibile contemplare l’altar maggiore, la copia della vetrata di Duccio di Buoninsegna, con al centro la mandorla di Maria Assunta, e i capolavori scultorei. Dall’affaccio della navata sinistra è possibile ammirare uno splendido panorama sulla Basilica di S. Domenico, la Fortezze Medicea, l’intera cupola della cappella di S. Giovanni Battista, il paesaggio circostante fino alla Montagnola senese. Si entra infine dietro il prospetto della facciata nel terrazzino che si affaccia su Piazza del Duomo con la vista dello Spedale di S. Maria della Scala e si accede al ballatoio della controfacciata da dove si ha una vista generale sulla navata centrale e lo sguardo è accompagnato dal ritmo scandito dalle teste dei papi e degli Imperatori, attraverso le tarsie con i filosofi del mondo antico che proferiscono sentenze.
La “porta del cielo” si apre dunque ai visitatori come salissero attraverso la scala apparsa in sogno a Giacobbe, la cui cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano (Genesi 28,10-22). Nel sogno Dio promette a Giacobbe la terra sulla quale egli stava dormendo e un’immensa discendenza. Al suo risveglio Giacobbe esclama «Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo», verso utilizzato dalla liturgia nella messa della dedicazione delle cattedrali. Ma ‘porta del cielo’, secondo le litanie lauretane, è anche la Vergine, definizione che meglio esprime la potenza e la bontà di Maria, la quale come Madre di Cristo e dell'umanità, concorre alla nostra salvezza eterna in Cielo ove lei è ‘Regina assunta’. Il percorso “dall’alto” permetterà infatti di comprendere meglio la dedicazione del Duomo di Siena all’Assunzione della Madonna e il forte legame che i cittadini senesi hanno da secoli con la loro ‘patrona’: Sena vetus civitas Virginis.
L’Opera della Metropolitana ha inoltre istituito un nuovo biglietto integrato, OpaSiPass Plus che permette, oltre alla visita guidata della Porta del Cielo, l’accesso a tutte le altre sedi museali del Complesso monumentale del Duomo.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Opera della Metropolitana di Siena, è organizzata da Opera – Civita Group.

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Polonia: inaugurato l’anno internazionale di El Greco

pubblicato il 25/02/2014 08:40:05 nella sezione "News"
"Siedlce, cittadina a un centinaio di chilometri a est di Varsavia, ha inaugurato l’anno internazionale di El Greco in Polonia.

la Redazione

Presso il museo diocesano di Siedlce è custodita infatti l’“Estasi di san Francesco”, l’unica opera in Polonia firmata dal pittore, scultore e architetto greco, tra le figure più importanti del Rinascimento europeo, nato a Creta ma vissuto in Italia e in Spagna tra il 1541 e il 1614. A 400 anni dalla morte dell’artista, l’Unesco dedica a El Greco un anno speciale, in considerazione del fatto che la sua personalità e le sue opere divennero fonte di ispirazione per poeti e scrittori come Rainer Maria Rilke e Nikos Kazantzakis, nonché per artisti come Eugène Delacroix, Édouard Manet e Pablo Picasso. L’“Estasi di san Francesco” di Siedlce è una delle prime opere dell’artista raffiguranti il Poverello di Assisi. Il dipinto nel corso dell’anno sarà esposto oltre che a Siedlce anche presso il Castello reale di Varsavia e a Cracovia. I vari eventi, conferenze e dibattiti dedicati a El Greco durante l’anno saranno coordinati in Polonia da un comitato del quale fanno parte, oltre ai rappresentanti delle autorità locali e nazionali, anche l’arcivescovo di Cracovia, card. Stanislaw Dziwisz, e il vescovo di Siedlce, mons. Zbigniew Kiernikowski.



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Ricordando Michelangelo: 450 anni dalla morte

pubblicato il 25/02/2014 07:56:49 nella sezione "News"
"Sono passati esattamente 450 anni dalla morte di uno dei pilastri assoluti della storia dell’arte: Michelangelo Buonarroti ci lasciava il 18 Febbraio 1564, ma solo fisicamente, perché la sua arte, che ha attraversato Rinascimento, Manierismo fino a precorrere certe istanze dell’architettura barocca, ha reso il suo nome immortale.

di Clara Renna

Per ricordarlo ho deciso di non postare solo una sua opera d’arte, tra cui davvero c’è l’imbarazzo della scelta e che più o meno tutti conosciamo, ma di condividere con voi anche qualche sua rima. Forse non tutti sanno che l’immenso genio toscano era anche poeta, e sebbene il suo pennello o il suo scalpello fossero molto più eloquenti delle parole, secondo me si dovrebbe conoscere maggiormente questo aspetto letterario, perché contribuisce a delineare in modo molto più completo il suo ritratto.

C’è un aspetto molto interessante che sembra venire fuori da queste pagine: la contraddizione di fondo tra le essenze che animano l’autore, come se l’uomo Michelangelo e l’artista Michelangelo fossero in netto contrasto tra loro. Possiamo parlare di una vera e propria ostilità, uno scontro che logora da anni l’anima del Buonarroti, la scinde e la consuma. Nonostante ciò, Michelangelo non ha nessuna intenzione di abbandonare la propria vocazione artistica, anzi non potrebbe viverne senza. L’immortalità a cui aspira l’artista Michelangelo si scontra inevitabilmente con l’angosciosa mortalità dell’uomo Michelangelo, rendendo questo conflitto senza soluzione. Insomma, protagonista assoluto dei suoi sonetti è sempre e soltanto se stesso, analizzato sotto molteplici aspetti e in diversi modi, dal drammatico all’ironico, e ciò che ne emerge è un vero antieroe tragico, “nemico di me stesso” come scrive Michelangelo in una delle sue rime.

Molto interessante è il contrasto che ironicamente il genio sottolinea, tra l’immagine che tutti hanno dell’artista perfetto e inarrivabile, e l’uomo Michelangelo che, intento a lavorare con fatica alla volta della Sistina, in una posizione molto scomoda, assume l’aspetto di un omuncolo quasi grottesco:

Immagine
I’ ho già fatto un gozzo in questo stento,
come fa l’acqua a’ gatti in Lombardia,
o ver d’altro paese che si sia,
c’a forza ‘l ventre apicca sotto ‘l mento.

La barba al cielo, e lla memoria sento
in sullo scrigno, e ‘l petto fo d’arpia,
e ‘l pennel sopra ‘l viso tuttavia
mel fa, gocciando, un ricco pavimento.

E lombi entrati mi son nella peccia,
e fo del cul per contrappeso groppa,
e’ passi senza gli occhi muovo invano.

Dinanzi mi s’allunga la corteccia,
per piegarsi adietro si ragroppa,
e tendomi com’ arco soriano.

Però fallace e strano
surge il iudizio che la mente porta,
ché mal si tra’ per cerbottana torta.

La mia pittura morta
difendi orma’, Giovanni, e ‘l mio onore,
non sendo in loco bon, né io pittore

Questo eccesso nella descrizione comica rende derisoria l’immagine dell’artista, teso invece nel miracolo della creazione. Quel “né io pittore” finale è ovviamente una chiusa falsamente modesta, perché l’artista conosceva bene il suo valore. Si riferisce però anche al fatto che Michelangelo, nonostante i capolavori pittorici di cui è autore, si considerava a tutti gli effetti uno scultore, e anzi nella discussione che a quei tempi infuocava l’ambiente artistico, su quale disciplina fosse la più degna tra pittura e scultura, il sommo genio toscano non aveva alcun dubbio, affermando l’assoluta superiorità della seconda. Il nome Giovanni invece si riferisce all’interlocutore del sonetto, Giovanni da Pistoia.

Questa autoironia raggiunge l’estremo con uno dei suoi scritti più tardi, in cui assistiamo ad una vera e propria autodistruzione con il sorriso sulle labbra:

i’ sto rinchiuso come la midolla,
da la sua scorza, qua pover e solo,
come spirto legato in un’ampolla:

e la mia scura tomba è picciol volo,
dov’è Aragn’ e mill’opre e lavoranti,
e fan di lor filando fusaiuolo.

D’intorn’a l’uscio ho mete di giganti,
ché chi mangi’ uva o ha presa medicina
non vanno altrove a cacar tutti quanti.

I’ ho ‘mparato a conoscer l’orina
e la cannella ond’esce, per quei fessi
che ‘nanzi dì mi chiamon la mattina.

Gatti, carogne, canterelli o cessi,
chi n’ha per masserizi’ o men viaggio
non vien a vicitarmi mai senz’essi.

L’anima mia dal corpo ha tal vantaggio,
che se stasat’ allentasse l’odore,
seco non la terre’ ‘l pan e ‘l formaggio.

La toss’ e ‘l freddo il tien sol che non more;
se la non esce per l’uscio di sotto,
per bocca il fiato a pen’ uscir può fore.

Dilombato, crepato, infranato e rotto
son già per le fatiche, e l’osteria
è morte, dov’io viv’ e mangio a scotto.

La mia allegrezz’ è la malinconia,
e ‘l mio riposo son questi disagi:
che chi cerca il malanno, Dio gliel dia.

Chi mi vedess’a la festa de’ Magi
sarebbe buono; e più, se la mia casa
vedessi qua fra sì ricchi palagi.

Fiamma d’amor nel cor non m’è rimasa;
se ‘l maggior caccia sempre il minor duolo,
di penne l’alma ho ben tarpata e rasa.

Io tengo un calabron in un orciuolo,
in un sacco di cuoio ossa e capresti,
tre pillole di pece in un bocciuolo.

Gli occhi di biffa macinati e pesti,
i denti come tasti di stormento
c’al moto lor la voce suoni e resti.

La faccia mia ha forma di spavento;
i panni da cacciar, senz’altro telo,
dal seme senza pioggia i corbi al vento.

Mi cova in un orecchio un ragnatelo,
ne l’altro canta un grillo tutta notte;
né dorm’e russ’ al catarroso anelo.

Amor, le muse e le fiorite grotte,
mie scombiccheri, a’ cemboli, a’ cartocci,
agli osti, a’ cessi, a’ chiassi son condotte.

Che giova voler far tanti bambocci,
se m’han condotto al fin, come colui
che passò ‘l mar e poi affogò ne’ mocci?

L’arte pregiata, ov’alcun tempo fui
di tant’ opinion, mi rec’a questo,
povero, vecchio e servo in forz’altrui,
ch’i’ son disfatto, s’i’ non muoio presto.

Vi sottopongo infine un ultimo sonetto, in cui la dicotomia tra artista e uomo è particolarmente evidente. Michelangelo infatti sottolinea che, sebbene sia un grandissimo artista della materia, come artista dell’animo resta un totale fallimento:

Non ha l’ottimo artista alcun concetto
c’un marmo in sé non circoscriva
col suo superchio, e solo a quello arriva
la man che ubbidisce all’intelletto.

Il mal ch’io fuggo, e ‘l ben ch’io mi prometto
in te, donna leggiadra, altera e diva,
tal si nasconde; e perch’io più non viva,
contraria ho l’arte al disiato effetto.

Amor dunque non ha, né tua beltate
o durezza o fortuna o gran disdegno,
del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

se dentro del tuo cor morte e pietate
porti in un tempo, e che ‘l mio basso ingegno
non sappia, ardendo, trarne altro che morte.
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Andrea Galvani: arte e fotografia

pubblicato il 22/02/2014 12:11:41 nella sezione "News"
"Artista eclettico e impegnato che cerca di dare al proprio pubblico una visione altrenativa dell'arte contemporanea

la Redazione

Andrea Galvani è nato a Verona nel 1973, ma vive e lavora tra New York e Milano. Negli ultimi anni è diventato sempre più noto alla critica e al grande pubblico, come l’artista in grado di superare i limiti del mezzo fotografico. Nella sua arte traspare la passione ed il fascino trasmesso dalla scienza e dai modelli rappresentativi,oltre dalla molteplicità dei linguaggi, dai simboli e dal loro rapporto con la storia.

Vincitore di molteplici premi, ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Il suo lavoro, apparso sulle principali riviste di settore, è entrato a far parte di molte ed importanti collezioni di tutto il mondo: Europa, Cina, Giappone, Australia, Brasile e Stati Uniti.
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Polo Museale Fiorentino: sempre più ricco il carnet delle visite
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 22/02/2014 10:36:02 nella sezione "News"
"Le Ville Medicee, le nuove sale degli Uffizi, la Galleria del Costume: si fa sempre più ricco il carnet delle visite guidate nei musei del Polo Fiorentino, con tanti appuntamenti per scoprire il grande patrimonio artistico della città.
Purtroppo sono già andati esauriti i posti per entrare nel Corridoio Vasariano pagando solo il biglietto d’ingresso agli Uffizi, ma sono tante altre le opportunità per trascorrere una giornata nel segno dell’arte.

la Redazione

SALE GIALLE E SALE VERDI DEGLI UFFIZI

A cura del personale degli Uffizi, dal 25 febbraio al 12 aprile si terrà un programma di visite illustrate gratuite ai nuovi recenti allestimenti della Galleria. Il martedì, il giovedì e il sabato – alle ore 14.30, 15.30 e 16.30 – al Piano nobile saranno illustrate le Sale Gialle, dedicate al Seicento fiorentino e senese, con ritrovo nella sala 95 pochi minuti prima dell’inizio della visita. Il mercoledì, giovedì e venerdì – alle ore 10.30 e 11.30 – al secondo piano saranno illustrate le nuove sale archeologiche, le Sale Verdi 33 e 34, con ritrovo nel terzo corridoio della Galleria, davanti l’ingresso delle due nuove sale, pochi minuti prima dell’inizio della visita.



UFFIZI – COLLEZIONE CONTINI BONACOSSI

Proseguono fino al prossimo 29 aprile le visite guidate gratuite alla Collezione Contini Bonacossi della Galleria degli Uffizi, che annovera una cinquantina di opere di maestri come El Greco, Bernini, Velasquez e Goya, esposte in alcuni ambienti tra via Lambertesca e chiasso Baroncelli. Le visite in italiano (per gruppi formati al massimo da 25 persone), si tengono ogni martedì alle 10.30 e alle 15, e il ritrovo è fissato alla sala divani (all’ingresso delle Sale Blu) presso lo sbarco ascensori del Piano Nobile degli Uffizi. Le visite sono comprese nel prezzo del biglietto d’ingresso degli Uffizi e soggette a prenotazione. Il servizio di prenotazione, del costo di 4 euro a persona, verrà effettuato dal Concessionario dei servizi di biglietteria, Firenze Musei, telefonando allo 055-294883 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.



VILLE MEDICEE

In occasione della XXV Giornata Internazionale della Guida Turistica, l’Associazione Guide Turistiche della Toscana – Sezione di Firenze e provincia (AGT Firenze) propone per sabato 22 febbraio alcune visite guidate gratuite in luoghi prescelti fra i meno noti della città e del territorio circostante, ma non per questo meno belli e affascinanti. Si tratta della Villa medicea della Petraia, con gli affreschi del Volterrano, e della Villa medicea di Cerreto Guidi, con il Museo Storico della Caccia e del Territorio. I partecipanti si ritroveranno alla Petraia alle ore 9.45 e alla villa di Cerreto Guidi alle ore 15.



GALLERIA DEL COSTUME

La Direzione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti organizza nelle date del 5, del 12 e del 19 marzo visite guidate al museo e alla mostra, curata da Simona Fulceri e Katia Sanchioni, dal titolo “Il cappello tra arte e stravaganza”. Il servizio è previsto dalle 14 alle 16 e le persone interessate si dovranno presentare nell’area del bookshop della Galleria qualche minuto prima delle 14.



GALLERIA D’ARTE MODERNA

Prosegue alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti il percorso di accoglienza corredato da informazioni per i visitatori con un itinerario che spazia dall’arte toscana della fine del Settecento fino alle esperienze dei primi decenni del Novecento. Le visite si svolgono in gruppi di 20 persone il venerdì mattina con i seguenti orari: alle ore 10 si svolgerà la visita alla Galleria d’arte moderna e alle ore 12.30 la visita agli Appartamenti della Duchessa d’Aosta, normalmente chiusi al pubblico. È possibile prenotarsi per entrambe le visite oppure per una sola delle due all’indirizzo e-mail eventi.gam@polomuseale.firenze.it.



MUSEO DI SAN MARCO

Fino alla fine di marzo – il mercoledì (ore 10, 11 e 12) e il sabato (ore 14.30 e 15.30) – proseguono le visite guidate ai Chiostri del Museo, con apertura straordinaria del Chiostro di San Domenico, normalmente non accessibile al pubblico, comprese nel costo del biglietto d’ingresso al Museo. La prenotazione per la partecipazione alle visite e il punto di ritrovo per i gruppi, composti al massimo da 12 persone, si effettuano presso l’ingresso.


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Le Installazioni di Palloncini di Plastica di PENIQUE PRODUCTIONS

pubblicato il 22/02/2014 09:53:19 nella sezione "Arte Contemporanea"
di Barbara Picci

Penique Productions è un collettivo di artisti fondato nel 2007 a Barcellona e che realizza opere di trasformazione degli spazi pubblici. Per farlo vengono utilizzati degli enormi palloncini che vengono gonfiati in grandi ambienti fino ad aderire alle pareti che, in questo modo, assumono la colorazione e la consistenza del palloncino. Oltre alla singolarità delle opere, essi creano una sorta di magia di colore che sembra impossessarsi degli ambienti trasformati.

"Non è meraviglioso?


Visita il sito


Barbara Picci
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Paolo Manazza: Come si compra un'opera d'arte

pubblicato il 21/02/2014 09:02:06 nella sezione "News"
"Dove, come, quando e perché acquistare o vendere opere d’arte. E' questo il tema trattato dall'ultima fatica letteraria di Paolo Manazza. Un e-book con 282 nomi di artisti da tenere d’occhio oltre il calendario delle fiere più ricche di opportunità, in un business planetario che unisce affari e cultura.

la Redazione

Come funzionano le aste? Quali sono i ruoli e gli attori fondamentali? Chi sono i magnati che spendono di più e perché? Cosa bisogna sapere per fare di un’opera d’arte un buon investimento? Come mettere insieme una collezione di valore estetico, e non solo? In queste pagine il critico Paolo Manazza indaga l’attrazione fatale che il mercato dell’arte ha esercitato nel corso dell’ultimo decennio su un numero crescente di persone. Spiega come si articola, come funziona: i meccanismi, i segreti, i consigli, e non ultimo le possibili nuove tendenze del gusto; insomma tutte le informazioni necessarie per avvicinarsi a questo mondo affascinante quanto complesso. Senza dimenticare una delle raccomandazioni fondamentali e cioè che il compito d’ogni collezionista serio è quello di esercitare un gusto personale, ascoltando prima di tutto la voce della propria cultura e addestrando la propria sensibilità.

i ''Corsivi'' del Corriere
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Gli americani Michael E. Smith e Ian Cheng alla Triennale di Milano
lombardia (milano) milano

pubblicato il 21/02/2014 08:53:46 nella sezione "Fiere e mostre"
Milano - Triennale di Milano
5 marzo 2014 - 30 marzo 2014

"La Triennale di Milano è lieta di presentare, per la prima volta in un'istituzione italiana, due giovani artisti americani

la Redazione

Michael E. Smith e Ian Cheng, con due mostre personali che dialogano nello spazio espositivo con elementi risonanti e tematiche comuni. I due artisti, sia pure molto diversi nei linguaggi espressivi, condividono un approccio visionario; entrambi analizzano le tensioni contemporanee e immaginano possibili modalità di reazione e di resistenza attraverso logiche d’opposizione e di scardinamento dell’ordinario. Michael E. Smith utilizza materiali poveri e industriali, spesso alterati sino a non lasciar traccia della propria funzione originaria; Ian Cheng disloca corpi fisici nello spazio virtuale per esplorarne le potenzialità d'azione e le possibili interazioni. Da queste rielaborazioni derivano esiti stranianti e processi imprevedibili, che invitano lo spettatore a rivedere le proprie idee di limite e di possibilità.

Edoardo Bonaspetti, curatore Arti visive e Nuovi Media, Triennale di Milano

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